Tunisian girl

Tunisian girl
Dura la vita da blogger in Tunisia, soprattutto quando ti rendi conto che da te, dalla tua tastiera e dalle parole che fai scoppiare come petardi nella rete può partire una rivoluzione che sgretoli le fondamenta di una dittatura durata anni. Capisci il gioco e la sua importanza. Ancora di più quando la polizia ti tampina e segue ogni tuo passo, quando quello che scrivi diventa talmente importante da generare addirittura paura. Non tanto più fastidio o stizza, ma proprio il terrore che le denunce lanciate attraverso i post del blog possano essere il grimaldello con cui scardinare le palpebre chiuse dei tunisini, essere quella valvola di sfogo che molti aspettavano per far esplodere la propria esasperazione, il proprio non poterne più di stenti e sacrifici quando le stanze del potere luccicano del bagliore dei lingotti d’oro. Attraverso il messaggio dei blogger tunisini e grazie alla miccia innescata daMohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante della città di Sidi Bouzid (sud del Paese), che si è dato fuoco per protesta, in Tunisia è divampato un incendio ciclopico che ha contagiato prima l’Egitto e poi la Libia contro dittature spietate. Per il pane. Per la libertà…
Leena Ben Mehnni è una di questi blogger che hanno fomentato la cosiddetta “primavera araba”. Probabilmente la più conosciuta, soprattutto qui in Italia. Ci accompagna a vedere la rivoluzione da dentro, molto prima che i riflettori si accendessero su Tunisi e sulle folle che in piazza urlavano “dégage” (vattene), in direzione di Ben Alì e dei suoi sgherri che per decenni hanno retto la Tunisia come fosse una questione privata più che uno Stato da governare. Un piccolo phamphlet scritto con un ritmo molto serrato, di chi ci crede veramente in quello che fa e non fa sconti a nessuno, tantomeno a se stessa perché l’informazione e la consapevolezza, hanno capito i blogger tunisini, erano le uniche armi per smantellare una dittatura, per affermare una volta per tutte il sacro principio della libertà. Libertà di parola, di espressione, la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quella di decidere per sé, nella propria sfera privata e personale. Leena ci fa capire quanto importante sia la rete e quanto sia stata fondamentale per far circolare le informazioni che altrimenti non avrebbero avuto altre vie di sfogo; ci porta ad apprezzare quello che spesso consideriamo poco più di un hobby, il “tenere” un blog; ci trasmette un valore, assieme ai suoi colleghi blogger sparsi per tutta l’Africa e il mondo, fondamentale ed imprescindibile: l’amore per la verità, che si accompagna ad un altissimo senso di dignità.

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