Tuttalpiù muoio

Tuttalpiù muoio
Filo è un ragazzo di origine umbra che trova il suo riscatto diventando un attore. La sua infanzia la passa tra la sua modestissima casa – proprio in fondo al paese – il campo di pattinaggio e la parrocchia, mentre l’adolescenza è segnata da una violenza sessuale da parte di un compagno di scuola e un amore infelice, l’amica di sempre Sonia Sorci che finirà con lo sposare un compaesano. Nonostante la balbuzie, una grave malattia agli occhi e una sfiga congenita, una volta cresciuto Filo tenterà l’avventura nel mondo dei grandi, realizzando il suo sogno di calcare il palcoscenico di un teatro e scoprendo che la vita è un susseguirsi di eventi e persone che, a volte, si può provare a tenere sotto controllo. Un flusso di vita che investe Filo e lo trascina senza, però, mai sopraffarlo...
Una autobiografia scritta a quattro mani che trasuda poesia e ferocia, un coinvolgente romanzo che è capace di scandalizzare e di commuovere in un vortice di sudore e sospiri degno di una balera paesana durante la festa patronale. Vita vera, immaginazione e fiaba riescono felicemente a coabitare tra queste pagine dove personaggi straordinariamente ordinari (la pragmatica mamma infermiera, la cugina handicappata), occupano la scena colmandola di emozioni e dove la narrazione segue una sintassi originale che assimila gergo e dialetto caricandoli di notevole forza evocativa. Un unico interrogativo sfiora per un nano secondo il lettore travolto da una valanga di eventi che sfumano dal tragico, al comico, al grottesco, il tutto nello spazio di una pagina: ma Filo c’è o ci fa? Il sospetto è che Timi si diverta a giocare con il suo personaggio e calchi un po’ la mano sui suoi difetti fisici – come ad esempio la sua balbuzie – accentuando la sua aurea da sfigato per creare l’immagine di un perdente che inevitabilmente, però, conquista la platea, soprattutto quella femminile (ah, quella nostra maledetta vocazione da crocerossine). Anche se vedendo in TV le sue interviste – ultima in ordine di tempo quella alle Invasioni Barbariche, il programma di Daria Bignardi in onda su La 7 – non possiamo fare a meno di essere stregati dalla magica semplicità di Filo, da quel suo mondo fatto di rituali paesani, di saggezza popolare, di palcoscenici di provincia, ma anche di eccessi, di amori ambigui e aneddoti improbabili e non possiamo che arrenderci alla sua vitalità autentica al 100%. Esiste anche una pièce teatrale – La Vita Bestia, diretta da Giorgio Barberio Corsetti, mentore e maestro di Filippo- dove Timi solo in scena ha modo di raccontare la sua biografia e dimostrare tutto il suo talento e la sua impetuosa fisicità irruente e, lasciatemelo dire, estremamente sensuale. Chi volesse approfondire la poliedrica personalità di Timi – tra l’altro Premio UBU come miglior attore under 30 nel 2004 può farsi un giro su www.filippotimi.it.

Leggi l'intervista a Filippo Timi

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