Tutte le avventure di Arsenio Lupin

Tutte le avventure di Arsenio Lupin

La Provence è un transatlantico veloce, confortevole, comandato dal più affabile degli uomini. La migliore società vi si trova riunita. Si formano relazioni, si organizzano divertimenti. I viaggiatori hanno la squisita impressione di essere separati dal mondo, ridotti nel numero come su un’isola sconosciuta, obbligati, di conseguenza, ad avvicinarsi gli uni agli altri. E infatti, poco a poco, si avvicinano… Il signor Gerbois, professore di matematica al liceo di Versailles, scova nel disordine di un rigattiere un piccolo scrittoio di mogano che gli piace molto in virtù della molteplicità dei suoi cassetti. “Ecco quel che mi occorre per il compleanno di Suzanne”, pensa. E siccome s’ingegna, nella misura delle sue modeste risorse, di far piacere a sua figlia, discute sul prezzo e versa la somma di sessantacinque franchi… Raymonde resta in ascolto. Il rumore si ripete di nuovo, due volte di seguito. Abbastanza chiaro da poter essere distinto fra tutti i rumori confusi che formano il grande silenzio notturno, ma tanto debole da non saper dire se l’abbia udito vicino o lontano, fra le mura del castello, o al di fuori, nel parco tenebroso. Si alza, con calma. La finestra è semiaperta, la apre completamente… Quella mattina, uscendo di casa, nell’ora in cui è solito recarsi al Palazzo di giustizia, l’ispettore capo Ganimard nota i maneggi piuttosto curiosi di un individuo che cammina davanti a lui, lungo la rue Pergolèse…

Da Arsène Lupin, ladro gentiluomo a L'ultimo amore di Arsène Lupin: ovvero, riunite in un unico volume tutte le vicende che a partire dal millenovecentocinque vedono protagonista il più raffinato e simpatico fra tutti i furfanti. Amante del gioco, delle donne, del lusso e del denaro, ruba ai ricchi per dare ai poveri. Più o meno. Un abilissimo trasformista che fa vedere i sorci verdi all’ispettore Garimard e non solo a lui, ha ispirato film, fumetti, serie televisive e radiofoniche e cartoni animati, ed è figlio della fervida immaginazione di Maurice Leblanc, vissuto in Normandia a cavallo tra Ottocento e Novecento, e a cui alcuni hanno attribuito persino origini italiane. Le sue avventure pur così datate non hanno perso un grammo di freschezza, classe e modernità: merito soprattutto del protagonista, che assomma in sé il fascino del bandito e quello del dandy con monocolo e frac. Storie rocambolesche, ambienti da sogno, personaggi caratterizzati con mille colori e grandissima ironia – oltre che riferimenti culturali davvero elevati, comunque evidenti sotto la patina di studiata semplicità – sono gli ingredienti fondamentali di una ricetta che funziona da sempre, e che continua ad appassionare, per le indubbie qualità della scrittura e per la messa in scena, ogni volta efficace, del classico conflitto tra Bene e Male, tra legge e trasgressione, tra guardie e ladri, tra scaltrezza e banalità.



 

 

 

 
 
 
 

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