Tutte le ragazze avanti!

Giusi Marchetta ricorda quando, da piccola, notò i privilegi dei coetanei maschi (“Per loro nulla era mai troppo. Potevano ridere forte, correre, sudare; non aiutare mai in casa”) e si augura che nessuna bambina sia più posta in quella condizione… Marzia D’Amico loda “le donne che hanno lottato e prodotto cambiamenti” come Franca Viola, che nel 1967 rifiutò il matrimonio riparatore e portò all’abolizione dell’articolo 544… Giulia Gianni ricostruisce la propria formazione, dalle fiabe “piene di principesse bisognose” alla maternità all’interno di una coppia omosessuale… Giulia Perona spiega perché ci ha messo trent’anni per definirsi femminista in pubblico… Giulia Cavaliere addita le discriminazioni in ambito lavorativo, confermate da Maria Marchese, che fa un paragone con la realtà spagnola... Lucia Brandoli distingue tra maschilismo e comportamenti sessualizzati… Marta Corato rileva cos’è cambiato da quando i social network hanno permesso alle minoranze di fare rete… Marina Pierri segnala i migliori personaggi femminili delle serie tv… Claudia Durastanti dimostra una visione stratificata del tema, necessaria a sfatare il mito della contraddittorietà del movimento… Giulia Sagramola ci spiega perché i suoi fumetti “non sono neutri”, contribuendo attraverso l’umorismo a enfatizzare i cliché… Giulia Blasi invita a una comprensione profonda dei paletti da abbattere, chiarendo che “il patriarcato esiste e ci condiziona tutti, ma è sempre possibile distinguere una vera discriminazione da un atteggiamento con cui non siamo d’accordo”…

Tutte le ragazze avanti! raccoglie le testimonianze di undici comunicatrici su cosa significhi essere femminista nel 2019. L’approccio è inquadrato fin dalla prefazione, nella quale la curatrice condivide la propria esperienza: “A scuola ho scoperto libri che mi hanno aiutato a crescere, sviluppando un’idea del mondo e di me stessa: erano libri scritti da uomini”; il volume è infatti pensato per essere letto anche nelle scuole, “il luogo ideale da cui ricominciare”. Non a caso si nota subito una maggiore attenzione al vissuto quotidiano che ai percorsi teorici. Se da un lato si denuncia l’“offesa costantemente perpetrata ai danni [delle] donne”, dall’altro viene messo in chiaro che, se di una battaglia si tratta, il nemico non sono gli uomini ma il sistema patriarcale: “L’obiettivo del femminismo è costituire un nuovo tessuto sociale […] nel nome dell’eguaglianza e della solidarietà”. Il libro funge anche da glossario, anche se diversi interventi rivelano il bisogno di un lessico nuovo (“Noi italiane siamo più sfortunate perché i concetti […] non sono stati ancora messi a fuoco a livello mediatico trasversale, tanto da mancare un vocabolario preciso”). Tanti i consigli di lettura: De Beauvoir, Woolf e Lonzi, ma anche bell hooks, Moran e Crispin. Notevole la coralità ben orchestrata del volume: quasi tutte le autrici ricordano l’orrore di scoprire che fino al 1996 “lo stupro era considerato un reato contro la morale e non contro la persona”, identificando una svolta epocale nel caso Weinstein e nel #metoo. Scorrevole e propositivo, Tutte le ragazze avanti è un utile vademecum per tutte le età e i generi, nonché un ottimo punto di partenza per invogliare le nuove generazioni a emanciparsi da un retaggio patriarcale ormai avvizzito.



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