Tutte le speranze

Tutte le speranze
Indro Montanelli scompare nel luglio del 2001. Tra i suoi ultimi pensieri uno va a Carlo Giuliani, morto lo stesso anno nello stesso periodo, ad età e per cause ben diverse. Paolo Di Paolo vive la sua vita da liceale: pigri pomeriggi estivi, amori lasciati a metà su spiagge lasciate a metà. Eppure qualcosa si tocca tra queste due esistenze, si scoprono lettere copiose inoltrate dal giovanissimo Di Paolo ad un Montanelli già pilastro del Corriere; poi è il 2000, il 1998, il ‘97, il ‘91, il 1983 e Paolo di Paolo esce di scena, neonato, per tornare nella narrazione in piccoli camei di personalissime opinioni. Sono gli anni, per Montanelli, della popolarità e dell’antipatia di molta opinione pubblica, ancora cambio di scena ed è il 1977 e via gli anni Settanta della contestazione, del caso Moro e giù giù fino ad arrivare alla giovinezza e gli esordi, un 1957 che lo vede simpaticamente onorato nel ricevere le prime caricature che lo proclamano prototipo di giornalista di grido...
Un excursus, quello che senza nascondere un velo di sentimentalismo ci regala Di Paolo, di quasi cinquant’anni di storia di un uomo e insieme di Storia di un Paese, l’Italia, secondo un iter storiografico a ritroso che non lo vede invecchiare, ma rinverdirsi, dagli anni della disillusione a quelli della speranza di un futuro tutto da costruire. Attraverso le controverse vicende personali e sociali di Indro, toscanaccio cocciuto e insieme controverso e multiforme giornalista dedito alla schiettezza, è possibile solcare il grasso corso del fiume della politica e contropolitica nostrana. Non puro biografismo, né romanzo d’introspezione, tantomeno manuale storiografico, Tutte le speranze è un concentrato di tutto ciò e di notizie ufficiali e ufficiose (tutte strettamente verificate), che non saziano, ma danno il la a diversi gradi di curiosità. Tra le opinioni che gli altri hanno su di noi (italiani) - Kipling ironizzava: “Un italiano un bel tipo, due italiani una discussione, tre italiani tre partiti politici” - e quello che noi diciamo di noi stessi (un mordace Longanesi proponeva di apporre al centro della bandiera italiana la dicitura “tengo famiglia”), il libro apre un vasto reticolato di informazione possibile, da andare singolarmente a ricercare.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER