Tutti gli uomini sono mortali

Tutti gli uomini sono mortali
Regina è la star di un piccolo teatro di provincia, adorata dal suo pubblico. Fiorenza, come lei, riceve fiori nel camerino e sguardi incantati dalla sua bellezza. Questo la rende insopportabile: come non notare la differenza tra loro?! Una bruna e Regina così bionda, così brava, così ambiziosa. Quel teatro e la presenza della sua rivale sono ormai troppo: Regina ha bisogno di dimostrare al mondo intero la sua superiorità, la sua grandezza. Fiorenza è lì, davanti a lei, innamorata del suo Sanier e felice. Lei, invece, si sente già morta da tempo e la loro gioia la tormenta. Eppure ha Ruggiero, ma non le basta: “…vorrei che ogni cosa fosse mia, come se non avessi altro desiderio al mondo … e le mie mani sono vuote”. Un pettegolezzo fatto con cattiveria, la allontana da Ruggiero: è stata perfida, invidiosa, meschina. Troppo per un animo gioviale come quello di Ruggiero. Un attimo dopo a Regina non interessa più la sua rivale ma volge il suo sguardo ad un uomo, immobile in giardino che la incuriosisce per il suo sguardo penetrante. Decide di guarirlo dalla sua follia e lo porta con sé a Parigi. Ma non sa quello che l’uomo potrà rivelarle, né quanto questo potrà cambiarle la vita…
Regina è alla ricerca di un senso e la noia pervade la sua vita. Fosca, il pazzo fachiro, è una distrazione. Che diventerà presto una vera ossessione. Ha deciso di far innamorare di sé l’uomo che dice di essere immortale: solo così anche lei vivrà per sempre nei suoi ricordi! Ma lui le rivelerà le sofferenze della sua vita: non poter morire, neanche desiderandolo, non è una fortuna. Le donne non possono e non vogliono amarlo, il potere lo logora. Una vita, quella di Fosca, che ha “sapore di solitudine e di eternità”, senza amore. La relazione amorosa è, per l’immortale, una parentesi, un rapporto tra altri mille possibili, nel passato e nel futuro. Nulla di più. Caterina, Beatrice, Marianna sono amori appassionati ma fuggevoli, destinati a finire con lo spegnersi della vita. “Si può vivere una vita senza speranza?” si domanda il protagonista. Sullo sfondo del romanzo la Storia, tra le righe dello scritto una riflessione profonda e sofferta sulla natura umana, fatta di speranze, desideri e, perché no, felicità. Ma anche miseria e sofferenza. La lotta interiore si intreccia alle lotte dei popoli per la libertà e la giustizia. Alla fine è Laura a svelare il segreto: “Anche se mi dimenticherete, la nostra amicizia sarà esistita; l’avvenire non potrà annullarla”. Amare e lasciarsi amare, vivere profondamente l’attimo presente è la via d’uscita all’annichilimento. Questo terzo romanzo della scrittrice francese, dedicato a Jean-Paul Sartre, padre dell’esistenzialismo, ruota intorno alla figura di Fosca, condannato all’infelicità a causa della sua immortalità. È un libro complesso e sublime, intriso di riflessioni filosofiche sul destino dell’uomo, raccontato con uno stile raffinato e assolutamente personale. Un capolavoro però difficile da reperire perché, purtroppo, in Italia non ne esistono ristampe recenti. La fatica della ricerca e della lettura è però assolutamente ben ripagata.

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