Tutti i miei robot

Tutti i miei robot
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Il signor Anderson chiede a sua moglie dove sia il loro bambino Jimmy. Sul cratere, c’è Robotolo con lui, gli viene risposto. È arrivato da poco, lo stanno sottoponendo a una serie di test di routine alla base d’atterraggio per i razzi, è da anni che non vedono uno di quei cani-robot, ovvero da quando si sono trasferiti a vivere sulla Luna… Roger cerca il padre, che lavora al supercalcolatore Multivac. Tutti i lavoratori vivono sul posto con le loro famiglie. Il problema che stanno affrontando è quello di un guasto nel computer, che alla medesima domanda posta più volte risponde in maniere differenti… AL-76 è un robot costruito per lavori minerari sulla Luna, ma per errore viene lasciato libero sulla Terra, dove porta scompiglio fra gli umani… La Guerra fredda perde di potenza e intensità, le due superpotenze restano in competizione in una corsa al progresso che si rivela positiva per tutta l’umanità. Ma il capo del Dipartimento di Robotica di Cheyenne viene informato da un funzionario che sul suolo americano sono presenti dieci umanoidi pericolosissimi che potrebbero farsi esplodere… Durante un comunissimo momento fra amici, Mike Donovan si trova a contraddire un suo amico per il semplice gusto di farlo; afferma infatti che nel 2025 su Titano, una luna di Saturno, ha assistito all’infrazione della Prima Legge della Robotica… Larry Belmont sta collaudando con la moglie Claire l’androide domestico TN-3 chiamato comunemente Tony. Si tratta di un robot di bell’aspetto che aiuta la moglie nelle faccende domestiche, ma il rapporto con la moglie prende una piega inaspettata…

Quando si parla di Isaac Asimov ci si confronta chiaramente con un gigante del genere fantascientifico e soprattutto con un pioniere di svariati altri sottogeneri narrativi. Nella fattispecie, Tutti i miei robot è fra le sue raccolte più note, corpose e di successo. Uscita per la prima volta nel 1982 e giunta in Italia tre anni dopo, contiene trentuno storie scritte in un ventaglio di tempo decisamente ampio, compreso fra il 1940 e il 1977. La stragrande maggioranza dei racconti presenti in Tutti i miei robot erano già stati pubblicati in altra sede, e soprattutto ‒ per utilizzare i titoli italiani ‒ nei volumi Io, robot, Il secondo libro dei robot e Antologia del bicentenario, per poi confluire in questa raccolta che in un certo senso può considerarsi una summa definitiva sull’argomento. Come spesso accade con i lavori di Asimov, i racconti non sono ordinati su base cronologica, ma sono stati raggruppati in base alle tematiche affrontate. Sono sette le sezioni in cui l’opera è strutturata: Robot non umani, Robot immobili, Robot di metallo, Robot umanoidi, le sezioni dedicate a Powell e Donovan, Susan Calvin e quella intitolata Due apoteosi. Si è scelto, per ovvie ragioni di spazio, di presentare una storia tratta da ognuna delle sezioni appena menzionate. Rileggere oggi Tutti i miei robot significa essere posti di fronte a un grande dilemma: è ancora attuale questo tipo di scrittura fantascientifica? Forse no, forse Asimov è superato dai tempi a causa dell’iperproduzione di questo genere. Ma un fatto resta indiscutibile, e cioè che rimane intatta l’efficacia di determinati intrecci e di determinate trovate narrative.



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