Tutti i numeri del calcio

Tutti i numeri del calcio

In principio fu il Ragioniere del Calcio, un volume redatto da Cherles Reep, un contabile nato in Cornovaglia ai primi del ’900 e arruolatosi poi nell’aeronautica, che dopo aver vinto un prestigioso premio ricevette un giorno la visita di Charles Jones, capitano dell’imbattibile Arsenal di Herbert Chapman. Dopo quella visita a Rep venne voglia di applicare i propri studi al mondo che da sempre lo affascinava, quello del calcio. Voleva provare attraverso la statistica a controbilanciare il peso della tradizione, della memoria, delle impressioni personali che da sempre fondavano e fondano l’ideologia calcistica con dati questa volta oggettivi, inoppugnabili, che ci permettessero di vedere ciò che durante i fatidici novanta minuti non possiamo e riusciamo a cogliere. Era il 1950 quando Rep, armato di matita e bloc notes, annotò la sua prima partita, Swindon contro Bristol Rovers, dando così il via ad una nuova e rivoluzionaria scienza. Nella sua lunga vita Rep analizzò oltre duemila incontri. L’approccio pionieristico di Rep fu ripreso nel ’68 da Bernard Benjamin che pubblicò lo studio scientifico Skill and Chance in Association Football. Per la prima volta i dati di Rep e Benjamin dimostrarono che diversi aspetti del gioco in realtà seguivano precisi e stabili schemi matematici e statistici. Per esempio ne venne fuori che le squadre segnavano un gol ogni nove tiri effettuati, che mediamente in una partita la palla cambia proprietario quattrocento volte, che dal trenta per cento dei palloni recuperati nell’area di rigore avversaria scaturisce un tiro in porta e che metà dei gol totali dipendevano proprio da questi recuperi. Quasi sessant’anni dopo, grazie anche alla rivoluzione tecnologica, siamo probabilmente agli albori di una vera e propria rivoluzione culturale del mondo del calcio: prova ne sono i professionisti stipendiati e arruolati dalle più grosse multinazionali del pallone per cercare di carpire attraverso i numeri, le statistiche, gli algoritmi i più reconditi segreti del più spettacolare e redditizio circo sportivo del pianeta. Ma prima di scoprire quali verità sconvolgenti ci aspettano, dovrete essere disposti a mettere da parte un bel po’ di certezze, di vecchie convinzioni, di dogmi dati per certi e di frasi fatte...

Da qualche anno a decidere le sorti delle vostre più o meno pluridecorate squadre del cuore accanto agli incontrastati e tatuati idoli ‒ modellati e scolpiti da sfiancanti sedute di allenamento ‒ e allo staff tecnico si è affiancata una nuova figura professionale che nulla ha a che fare con bicipiti, ripetute e bilancieri, ma che arriva in sede armata solo di doppio petto e laptop nella valigetta. Sono i matematici del pallone, gli scienziati della statistica applicata al prato verde, invisibili ma sempre più indispensabili, spesso decisivi e presto contesi più di una “sciabolata all’incrocio” di Cristiano Ronaldo o di un dribbling ubriacante di Messi. Questi signori, grazie a software e algoritmi molto complessi, sono capaci di vivisezionare i novanta minuti di un qualsiasi incontro sfornando dati e statistiche sempre più indispensabili per presidenti e amministratori delegati non soltanto per valutare acquisti e strategie di campo ma persino per decidere l’allenatore da far accomodare in panchina. Non ci credete? Provate allora a maneggiare – con molta cura – questo sorprendente saggio di Chris Anderson e David Sally (esperto di statistica il primo, economista comportamentale l’altro) e scoprirete per esempio che il quarantaquattro per cento dei gol sono frutto solo della fortuna, che segnare un gol rende in media un punto a partita ma nel contempo non prenderne in media frutta due punti e mezzo – quindi più del doppio che farne uno. Non vi basta? Allora sappiate che se siete in svantaggio, il vostro Mister per avere il cinquantadue per cento di possibilità di rimontare deve effettuare il primo cambio entro il cinquantottesimo minuto, il secondo entro il settantatreesimo e il terzo entro il settantanovesimo. Per non parlare del possesso palla, degli stipendi, delle espulsioni, delle punizioni, dei calci d'angolo e dei calci di rigore. Insomma se volete proiettarvi nel calcio del futuro, lasciate il vostro credo in qualche soffitta ammuffita, prendete carta, penna e smarthpone, studiatevi questa Bibbia 2.0 del pallone e le domeniche per voi e i vostri compagni di poltroncina allo stadio o divano davanti alla tv vi assicuro, non saranno mai più le stesse.



 

 

 

 
 
 
 

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