Tutti i racconti 1923-1926

Tutti i racconti 1923-1926
Il discendente americano di una antica famiglia nobile inglese dalla pessima reputazione ritorna in Gran Bretagna e riacquista il vecchio maniero avito di Exham Priory. Durante la prima notte trascorsa nella nuova proprietà, il suo gatto Moro e lui sentono terrorizzati lo scalpiccio di migliaia di ratti dietro i muri rivestiti di quercia: scoperto un antichissimo sotterraneo, il neoproprietario convoca una squadra di famosi archeologi per esplorarlo; un uomo la cui famiglia aveva abbandonato la cittadina natale di Newport anni prima torna là per la festività invernale dello Yule, e viene coinvolto in una arcaica cerimonia da quelli che crede essere i suoi lontani parenti e che poi si rivelano creature non umane; un becchino ubriacone e spregiudicato rimane chiuso dentro un deposito mortuario assieme a otto bare con i loro freddi ospiti: non sa che uno dei cadaveri vuole vendicarsi del tiro malvagio che il becchino gli ha giocato; un poliziotto indaga su misteriose sparizioni di bambini nel quartiere newyorchese di Red Hook, e gli indizi lo portano prima a un enigmatico guru di nome Robert Suydam, poi a un culto di immigrati curdi dedito a sanguinari sacrifici in una chiesa sconsacrata; il pittore Richard Upton Pickman si è specializzato nel ritrarre mostri inumani e riti arcani, ma nessuno sa che i suoi modelli esistono davvero; un medico, pensionante di uno squallido alberghetto, ammorba tutti i coinquilini con la puzza di dosi massicce di ammoniaca e vive con le finestre perennemente spalancate. Il motivo? Non vuole far sentire il feto ammorbante di un cadavere…il suo; il pronipote di un professore universitario scopre tra i suoi beni una bizzarra tavoletta d’argilla raffigurante un demone dalla testa di polpo e dal corpo di rettile antropomorfo: una serie di allucinanti testimonianze e di fatti di cronaca inspiegabili gli fanno scoprire che si tratta di Cthulhu, un gigantesco dio-mostro marino adorato fin dall’antichità e responsabile ancora di orrori inenarrabili…
Il secondo volume della trilogia mondadoriana dedicata ai racconti di Lovecraft - seppure resti irrinunciabile per chiunque voglia definirsi un fan della narrativa fantastica - è forse il meno importante dal punto di vista letterario. Lo scrittore di Providence ha abbandonato l’approccio onirico dei suoi primi lavori, e in questi anni, i primi successivi alla pubblicazione su rivista di suoi racconti, datata 1923, scrive tenendo ben a mente le prospettive commerciali e i desideri del pubblico, complice anche una disastrosa situazione economica personale. Ciò non vuol dire che si tratti di lavori di scarsa qualità (nell’opera di Lovecraft non ve n’è quasi traccia, del resto) ma che a volte traspare un po’ troppo un canovaccio reiterato all’infinito e a tratti logoro, questo sì. Detto ciò, l’autore impreziosisce il suo ‘mestiere’ con trovate incredibili e fascino a iosa, e nel frattempo getta le fondamenta del suo periodo aureo, quello che sarà oggetto del terzo volume. Due racconti in particolare vanno segnalati al lettore: “Orrore a Red Hook” e “Il richiamo di Cthulhu”. Nel primo, il razzismo di Lovecraft (oggetto di non poche polemiche in ambito letterario) giunge a picchi davvero inquietanti: in quel periodo l’autore è a New York, non trova lavoro e il suo matrimonio sta andando a rotoli, e la visione del melting pot etnico della Grande Mela gli scatena un senso di rabbioso rancore, tanto che gli immigrati italiani, spagnoli o africani diventano per lui demoni che lo irridono e lo tormentano. Nel secondo, fa la sua apparizione il dio-polipone più amato di tutti i tempi, il molliccio e letale Cthulhu, e la trovata luminosa di un pantheon di semidei alieni e terrificanti ma al tempo stesso fatti di carne e di ossa (e bava, gelatina, secrezioni assortite, etc.) si disvela in tutta la sua genialità.

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