Tutto è in frantumi e danza

Tutto è in frantumi e danza

Il 31 dicembre 1999 si svolge “American’s Millenium: a celebration for the Nation”, organizzato da Bill e Hillary Clinton: una serie di eventi privati e pubblici tra cui anche il confezionamento di una capsula del tempo con oggetti e testimonianze che rappresentano il passato e il presente degli Stati Uniti d’America, e il discorso del presidente Clinton con l’ideale passaggio di mano nel nuovo millennio ai giovani americani. Edoardo Nesi è nato il 9 novembre 1964 a Prato, la cittadina industriale a pochi chilometri da Firenze conosciuta per le imprese tessili, come quella della sua famiglia che va avanti da tre generazioni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale in tutt’Italia nascono centinaia di migliaia di piccole imprese che mantenendo lo spirito dell’artigiano si aprono, danno spazio alle ambizioni e esportano i loro prodotti in tutta Europa, raggiungendo anche l’America. Si creano milioni di posti di lavoro, la nazione rinasce economicamente e moralmente. Si diffonde e si afferma con forza la convinzione che una persona volenterosa e coraggiosa, anche se di umili origini, possa diventare titolare di un’azienda, possa elevarsi nella scala sociale. Nei successivi cinquanta anni tante saranno le opportunità per chi vuole impegnarsi, diventa naturale pensare che il futuro dei figli sarebbe stato migliore di quello dei padri. In ogni ambito l’arte italiana è l’eccellenza, un fermento fecondo di creatività, l’Italia è il paese in cui si vive meglio, dove storia, bellezza sono in armonia, sembra quasi il paradiso, quasi “il migliore dei mondi possibili” …

Tutto è in frantumi e danza è un libro scritto a quattro mani da Edoardo Nesi, che ha vinto lo Strega nel 2010 con Storia della mia gente, e da Guido Maria Brera, manager della finanza e gestore di ingenti patrimoni. Il risultato sono pagine in cui gli autori, scrivendo più o meno un capitolo ciascuno, ripercorrono a grandi linee la cronaca dell’economia italiana dal dopoguerra a oggi. Nostalgia, pessimismo, rabbia perché “tutto è in frantumi e danza” (come dice la canzone dei Doors Ghost song) a cominciare dalla globalizzazione, un fallimento, per passare alla democrazia, un’illusione, e terminare con il tradimento per la fine del miracolo italiano, che ha lasciato gli italiani nella crisi più nera e annunciato un futuro incerto per le generazioni a seguire. Raccontano con semplicità alcuni meccanismi della finanza, individuano nell’ingresso della Cina nel WTO e nel fallimento di Lehman Brothers come momenti cruciali che hanno dato l’avvio alla fine di quello che a posteriori è da considerare il migliore dei mondi possibili, nel quale “la figlia del mio portiere poteva andare in Polinesia in viaggio di nozze per due settimane o il figlio dell’idraulico a Londra per studiare e non per fare il cameriere e dove tutti o quasi potevano ragionevolmente sperare di migliorare le proprie condizioni economiche”. L’unica possibilità per liberarsi da questo meccanismo perverso che controlla la nostra vita, suggeriscono gli autori, è la condivisione tra vincitori e vinti, l’unica speranza è prendere spunto dai Narvali, gli unicorni marini, che sono riusciti a scampare l’estinzione.



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