Tutto in 1 anno

Tutto in 1 anno

2001, Isola di Man. Alla Sherman, multinazionale del petrolio, il cinquantaquattrenne Guido Berni è uno dei capi e in quanto capo dà ordini. Lei è lì da pochissimo e ancora non le è chiaro come ci è arrivata. Domizia, ragazza del sud, è colpita da quel piglio da capitano che sa come dirigere la sua ciurma. Il lavoro ha portato entrambi lontano da casa, su una piccola isola nel Mare del Nord. Ogni sabato lui organizza una cena tra italiani in terra straniera. Tutti occupanti un ruolo professionale di responsabilità. Tutti tranne lei. Eppure anche lei è invitata alla cena. Non può rifiutarsi. Durante la piacevole serata, impara a conoscere i suoi superiori ma soprattutto a dare loro del tu. Come usano gli inglesi. Una settimana di conoscenza e ragguagli rispetto al mondo degli ufficiali della marina mercantile e, inaspettatamente quanto faticosamente, inizia il lavoro. Quello vero. Quello fatto di scadenze, tempi serrati e responsabilità. A lei è affidato il compito di gestire le comunicazioni con le famiglie dei marittimi italiani. Con le festività pasquali, arriva anche la nostalgia di casa. Guido fugge dalla sua famiglia a Roma, tra nipotini e consuoceri, mentre Domizia approfitta per un giro di perlustrazione dell’isola. Si sente ancora provvisoria: non ha trovato una sistemazione definitiva ed essere ospite non le piace affatto…

Attraverso un serrato cambio di prospettiva, l’alternanza dei due punti di vista rende il ritmo della lettura incalzante. Le due voci narranti corrispondono ai due protagonisti di questa attuale e divertente storia: Domizia e Guido. Lei è decisa, intraprendente, impavida. Mezzosangue pugliese e mezzosangue siciliano, esattamente come Carmen Rucci, l’autrice. Lui è alle prese con le delicate questioni legate al petrolio e le altrettante fragili questioni legate alla gestione della sua famiglia. Ma si rivela un uomo ironico e pieno di energia. ‘Tutto in un anno’ racconta l’amicizia possibile tra un uomo e una donna, quell’intesa sincera e piena quanto rara. Sullo sfondo, la realtà lavorativa degli italiani all’estero, la globalizzazione, le multinazionali, la crisi economica, l’estremismo islamico. Ma soprattutto tanto buon cibo. Non mancano però gli stereotipi: la voglia di riscatto di chi nasce al sud, l’ansia materna verso la certezza di aver mangiato a sufficienza, gli italiani che all’estero fanno comunella, il contrasto tra la cucina italiana e quella d’oltremanica. Con un linguaggio effervescente e uno stile leggero, l’autrice mette molto di sé e della sua esperienza biografica: la Rucci, come la protagonista del romanzo, ha trascorso un anno intenso nell’Isola di Man. Tutto in 1 anno rappresenta il racconto di un’esperienza (moderna e in pieno stile chick-lit) che cambia la vita. Coinvolgendo (e stravolgendo) non solo la realtà professionale.



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