Tutto bruciato, tutto devastato

Tutto bruciato, tutto devastato
Bob Munroe ha perso tutto: lavoro, moglie, casa. Per una serie di errori, disattenzione, mancata voglia di lottare, stanchezza o lassismo si è ritrovato nella casa di zio Randall a fare lavoretti di manutenzione, lui che le case le progettava e le costruiva dalle fondamenta. In un luogo lontano da tutto si sveglia con la fastidiosa sensazione di una briciola incastrata tra le natiche. Il mare è lontano, per arrivarci deve fare diverse miglia, ma sulla strada incontra Derrick, intento ad inveire contro il motore della sua auto. Bob con la stessa facilità con cui ripara il motore di Derrick ci instaura un rapporto di simpatia immediata. È facile fare amicizia, condividere il poco che si sa fare, accontentarsi della marea che si ritira e lascia nelle buche sulla spiaggia pesci da mangiare o infilare in un acquario…  Matthew e Stephen sono due fratelli: il primo ha fatto carriera, collezionato matrimoni e case, denaro e rispetto; il secondo aveva la musica, aveva denaro, capelli, sogni e prepotenza. Ora ha una collie anziana che non è nemmeno in grado di urinare da sola, e vive con lei in un piccolo appartamento collezionando insuccessi. I due fratelli hanno da sempre un rapporto conflittuale, violento, competitivo, ma Matthew - che ora ha acquistato una proprietà in cima ad una montagna - sente il desiderio di avere di nuovo Stephen con sé. Il ritorno del fratello sembra cancellare i buoni propositi di una civile convivenza e riportare a galla gli antichi dissapori, ma basta poco per ritrovare e riperdere il vecchio, nuovo equilibrio. E poi ci sono la bella Lucy, Burt; Barry e Jane; Josh e Jeannie che intrecciano storie, amori, violenze. Vite…
Debutto brutale e aggressivo quello di Wells Tower, che si impone sulla scena narrativa contemporanea americana come uno dei talenti della pagina scritta più luminosi degli ultimi anni. Erede naturale di Carver, Hemingway, Roth nella scelta di raccontare la parte maschile dei rapporti umani, rimbalza con finezza ed efficacia dalle sbornie alle battute di caccia, dal tradimento alle risse da bar. Lo fa con forza, con una prosa che sa di sudore e urina, di polvere e sporcizia; lo fa senza sconti, senza ironia, non risparmiando niente al lettore della crudezza di storie che mai vivremo. Dà uno spaccato feroce e spietato, crudo e profondamente vero, tanto reale da far venire i brividi. La sua una scrittura netta, essenziale ma al contempo ricca, uno spaccato di una realtà rapace in grado di divorare  cose, sentimenti e persone. Piccola nota a margine: in copertina fa bella mostra di sé la notazione “romanzo”, quando invece si tratta di racconti: perché?

 

 

 
 
 
 
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