Tutto male finché dura

Tutto male finché dura
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Meschino e senza scrupoli, l’uomo di questa storia è un bugiardo patologico che vive alla giornata, tra raggiri da quattro soldi ed espedienti di strada. Lasciata la famiglia, moglie e figlie, uscito dal carcere dove è stato ingiustamente detenuto per alcuni mesi a causa di uno scambio di persona, ha perso tutto. Ogni avere, ogni affetto, ogni briciolo di credibilità e rispettabilità. In tasca non ha niente, e anzi deve migliaia di euro a un usuraio, che gli ha sguinzagliato appresso un paio di delinquenti che lo tampinano per riscuotere il denaro. Senza via d’uscita, senza idee su come sbrogliare la matassa, decide di tornare da Marta, l’ex moglie, che tuttavia, nel frattempo, ha un nuovo compagno, Fabio. Lei però, incredibilmente, decide di ospitarlo lo stesso. Adesso deve solo liberarsi dei delinquenti che ha alle calcagna e, alla disperata ricerca di una soluzione che possa cancellare il debito, tenta di fare un colpaccio. Conosce alcune persone che stanno organizzando un attentato dinamitardo e che, inaspettatamente, gli propongono un affare: deve procurarsi del tritolo. Se ci riuscirà avrà abbastanza soldi da poter tornare alla libertà agognata…

Paolo Zardi non ne sbaglia una. Tutto male finché dura è un romanzo grandioso: ironico e arioso, racchiude in sé i sogni appassiti e le speranze abortite di personaggi definiti in modo superbo. Personaggi che tentano una disperata risalita verso il miraggio di una vita serena, piegati a eventi sfuggiti al loro stesso controllo, spezzati da intrecci brutali. Personaggi che paiono muoversi in punta di piedi in un affresco geniale di una contemporaneità in decomposizione. Una rappresentazione che consta di un delizioso contrasto tra lo stile leggero e la trama forte ed elaborata. Le parole galleggiano sulla pagina, le frasi non si incagliano, le descrizioni, brevi pennellate decise, sono capaci di riportare un mondo intero in appena qualche battuta. È un romanzo sulla felicità, Tutto male finché dura. È un romanzo sulla felicità a tutti i costi, anzi. Quella felicità che non tiene conto della tossicità di certi rapporti, del dolore causato da ferite vecchie e profonde, dall’immobilità di esistenze destinate a non cambiare. Quella felicità negata e inseguita a perdifiato. Paolo Zardi fa un lavoro eccellente, unisce i conflitti interiori ai propri personaggi, complessi e delicati, intimi e universali, a una storia a tratti divertente e ironica, drammatica e potente. Nato a Padova, ingegnere, ha pubblicato il suo primo romanzo con Intermezzi nel 2014, per poi passare alla Neo. Edizioni con cui è stato finalista al Premio Strega nel 2015. Questo è il suo primo lavoro con Feltrinelli e, nonostante per certi aspetti segni una rottura con la narrativa che lo ha contraddistinto finora, ha ancora insito il gusto tipico dell’autore. Un romanzo che vale la pena leggere.



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