Tutto quel buio

Tutto quel buio

Susanna Marino, cinefila appassionata di horror, da poco laureata al DAMS, è alle prese con le bollette e l’affitto da pagare, con la difficoltà di trovare un lavoro stabile e con problemi di narcolessia che combatte alternando pillole per dormire a pillole per restar sveglia. Sembrerebbe così allettante l’offerta del misterioso professor Cristoforo Altavilla, che la ingaggia promettendole una cifra da capogiro per partire per Budapest e mettersi sulle tracce del Drakula halàla (La morte di Dracula), pellicola del cinema muto ungherese girata negli anni ’20 e scomparsa durante l’ultimo conflitto mondiale. Il film solletica le mire dei collezionisti perché sarebbe, in assoluto, la prima pellicola della storia del cinema nella quale appare il personaggio di Dracula! Eppure Susanna tentenna: in passato la sua passione per il cinema e la necessità di sbarcare il lunario l’hanno già portata ad avere a che fare con cinefili collezionisti e maniaci ossessionati, pronti letteralmente a tutto, e per tragica esperienza è consapevole dei pericoli insiti nella ricerca di film perduti. Ma di fronte ad una proposta economica in grado di risolvere, forse finalmente per un bel po’, ogni incombente necessità materiale, Susanna mette da parte ogni remora residua e parte alla volta di una Budapest gelida e gotica, dove si ritroverà a mettere alla prova se stessa ed in gioco la sua vita, guardandosi dalle ombre nascoste in tutto quel buio…

Il quarto capitolo delle avventure di Susanna Marino, edito da Elliot, segue la cosiddetta Trilogia dei colori (pubblicata negli anni passati per la collana “Il Giallo Mondadori”). La trama si snoda lungo un duplice piano narrativo: la ricerca (e l’evoluzione nel corso della stessa) del personaggio della giovane cacciatrice di pellicole si sovrappone e si intreccia alle storie dei protagonisti dello stesso film smarrito, sviluppandosi lungo i confini del vero, del verosimile, e della invenzione pura, fondendo in un equilibrio perfetto ed originale, che costituisce la cifra stilistica peculiare di Cristiana Astori, thriller, horror, noir, rievocazione storica ed amore per il cinema. Ai fasti ed ai chiaroscuri della Belle Époque si alternano le atmosfere visivamente espressioniste della narrazione contemporanea e frammenti onirici che fanno da sfondo ad un racconto vivace, punteggiato di intriganti citazioni che si traducono in un filo sottile che lega un’oscura perduta pellicola del cinema muto ungherese a capolavori della storia del cinema come il Casablanca di Michael Curtis: una traccia da seguire come guida in una storia in cui addentrarsi come dentro un labirinto degli specchi, ove fino all’ultimo si potrà restare ingannati da apparenze ed ombre, nel territorio oscuro e sospeso al confine tra sogno, incubo e realtà, fino a sfiorare il buio abisso del vero Orrore, quello ove pochi decenni orsono milioni di esistenze sono state violentemente risucchiate.



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