Tutto quello che c’è voluto

Il Duemila inizia con un volo per Praga. Dopo diciotto anni di relazione intensa e faticosa, Raphaelle e Giuseppina finalmente avrebbero avuto un figlio. Una sfida e un sogno allo stesso tempo. Due donne innamorate che sfidano il mondo intero. Procreazione medicalmente assistita è la porta aperta verso la consapevolezza che ogni persona è figlia della propria storia, personale e collettiva; figlia delle parole ascoltate, pronunciate, lette. Tornate a Serino, è necessario reperire un donatore, un padre biologico. I due candidati possibili si rivelano presto non disponibili. Con fatica, riprendono la ricerca di un seme più che un padre. La selezione mette loro davanti questioni alle quali non avevano pensato. Il loro si sarebbe trasformato in un ménage à trois? Cosa avrebbero raccontato al bambino? Non avrebbero costruito una famiglia sulla menzogna. Su questo erano pienamente d’accordo. Per sbrogliare la matassa dalla quale si sentono soffocare, raggiungono Milano. E qui si moltiplicano gli incontri e insieme le speranze. Dalla condivisione delle loro storie sarebbe nata l’avventura di “Famiglie Arcobaleno”. Il 15 marzo del 2000 segna un’altra tappa importante: Raphaelle e Giuseppina siglano formalmente la loro relazione con un PACS. Il primo in Italia. Da coppia omosessuale legalmente riconosciuta, sono decise a continuare la loro avventura sulla strada della legalità. Per diventare famiglia senza nascondersi…

A due anni da Peccato che non avremo mai figli, Tutto quello che c’è voluto, dedicato alla figlia Lisa Marie, affronta con un linguaggio diretto e uno stile informale, il tema della genitorialità, del desiderio di famiglia. Elementi connaturati alla persona, senza alcuna differenza tra etero e omosessuale. La narrazione autobiografica raccontata da Giuseppina La Delfa porta con sé il carico della sua esperienza: fondatrice dell’Associazione “Famiglie Arcobaleno”, membro del direttivo di Nelfa (network delle associazioni europee di genitori LGBTQI), blogger per “Huffington Post”, Giuseppina è da sempre attivista nella lotta per i diritti civili agli omossessuali. Grazie a Giuseppina e Raphaelle, infatti, conosciamo una comunità vivace, capace di stringersi, di sostenersi e di confrontarsi. Ma anche le differenze nell’approccio legislativo: in Italia la procreazione medica assistita non può essere eterologa, costringendo le due donne viaggiare in continuazione alla ricerca di una soluzione adeguata. C’è da attraversare il deserto della burocrazia e dei diritti negati per raggiungere finalmente la felicità. E poi ci sono le fatiche, l’omofobia, la solitudine. Non è una guerra, ma le battaglie non mancano. Prima fra tutte quella contro gli stereotipi. Ma soprattutto c’è l’amore. Che fa andare oltre.

 


 

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