Tutto su mia nonna

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Nonna Fernanda non si risparmia in fatto di educazione: quando è necessario riserva sonori ceffoni per i suoi nipoti. È impressionante la rapidità con cui sgancia schiaffi con il dorso della mano; nulla a che vedere con gli scappellotti della mamma, che in confronto sembrano carezze. I manrovesci che bruciano la pelle sono una peculiarità di Fernanda, ma i ragazzi si chiedono se rientri tra i diritti di una nonna menare i nipoti. Il legame di parentela che li lega a Fernanda non è poi così stretto, eppure con loro lei veste i panni della rigida educatrice. In realtà, per nonna Fernanda, nata nel primo dopoguerra, menare significa educare. La sua è una generazione manesca e così senza preavviso alcuno sgancia sovente una “pappina”, a differenza della mamma che spesso, forse troppo spesso, dopo una sonora sgridata lascia correre senza alcuna reazione. Certo, il ricordo dei pizzicotti delle nonne ai nipoti fa sorridere, quasi come un gesto di tenerezza. A dire il vero, però, gli scappellotti di nonna Fernanda non fanno ridere per niente, anzi, fanno male e lasciano il segno… Il giorno del funerale di Fernanda, Silvia è a Milano e a partecipare alle esequie è sua sorella Carla, che si reca alla cerimonia in compagnia di suo figlio, troppo piccolo per seguire pazientemente una funzione religiosa, per cui a un certo punto è costretta ad andare via. Dopo circa un mese dal triste evento, Silvia lascia la città meneghina per tornare dai suoi nelle Marche. Il suo primo impegno è andare al cimitero per far visita a sua nonna. Il camposanto si trova a Offida, una piccola cittadina che ospita un altrettanto piccolo cimitero di campagna. Silvia non ci mette piede da ben venticinque anni e nonostante questo, non prova alcuna meraviglia mentre percorre il sentiero in quel posto silenzioso e senza tempo. La donna non è sola, è con sua mamma e zia Luce, che fanno un gran baccano chiamandosi da un sentiero all’altro. La mente di Silvia vaga, riflette e la ragazza si chiede perché i suoi nonni siano sepolti nel paesino di Offida, visto che non ci hanno mai vissuto e soprattutto a sua nonna non è mai piaciuto. Forse Fernanda non è poi così felice di essere lì…

Storie di famiglia narrate dai piccoli prima e dai grandi dopo, animano Tutto su mia nonna, con/in cui Silvia Ballestra, tenta, in maniera spiritosa, di raccontare le avventure della sua famiglia viste con occhi di bambina e di adulta. Tutto parte dalla narrazione delle vicissitudini di nonna Fernanda, una donna ombrosa, facilmente irritabile, nata in un piccolo paese posto ai piedi della Sibilla e cresciuta a San Benedetto, che nei primi anni ’30 si presenta come un piccolo borgo di pescatori. Una famiglia matriarcale quella di Fernanda, primogenita di tre sorelle, una donna forte, capace di asciugarsi una lacrima che scende per caso e sorridere contemporaneamente. Una nonna che sgrida i nipoti con uno scappellotto, che tenta di educarli come fosse la loro madre, anzi più di una madre. Pezzi di vita vissuta quelli raccontati dalla Ballestra, spesso attraverso la voce di una zia a tratti stramba e scorbutica. La scrittrice marchigiana fa una presentazione obiettiva e oggettiva della famiglia, perché i famigliari sono quelli che sono, che li si ami o meno, non si possono cambiare. Un libro di scorrevole lettura, che narra storie di famiglia, tenendo alte le emozioni e le più vive sensazioni. Facile riconoscersi in quello che nonna e nipote fanno insieme, come andare ad acquistare stoffe, piuttosto che andare a provare abiti dal sarto. Altrettanto facile ritrovare un membro della famiglia in quella zia bofonchiona o nei dialoghi tra Silvia e la sua mamma, confronti che, per esempio, rimangono poveri di contenuti e di emozioni e che accarezzano a malapena la realtà. Una trama ricca, fatta di intrecci e di ricordi, un romanzo tutto al femminile, in cui forse manca la parte più introspettiva e psicologica, che sarebbe stata degna di qualche nota. Una lettura fluida, che rimane lontana dall’arrivare al cuore, consigliata a chi ha voglia di trovare in un libro un pizzico di simpatia e di spensieratezza.

 


 

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