Tutto sulla Finlandia

Tutto sulla Finlandia
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Dopo avere sognato acqua, che si dice rappresenti cambiamento e che è il suo incubo ricorrente, un giornalista free-lance esce di casa e non trova più la sua Citroën: l’avranno rubata! Raccoglie le energie già carico di dispiacere e siccome ha un appuntamento di lavoro all’ambasciata finlandese prende un taxi benché ciò rappresenti una spesa preoccupante. Solo quando è tutto finito, ottenuto l’incarico di scrivere una brochure turistica commissionata direttamente dai diplomatici, e svuotato dalla tensione, realizza che l’auto non è stata rubata ma rimossa dalla strada - come già era successo l’anno scorso e quello ancora prima - per consentire le celebrazioni della festa nazionale del 17 maggio. Sollievo. Ma anche sconforto: si è fatto portare via la macchina per tre anni consecutivi, e ha ottenuto l’incarico dai finlandesi solo grazie a una serie di bugie tra le quali un’inesistente nonna originaria della Finlandia. “Il mondo è così brutale. Non serve a nulla allungare la strada, non serve a nulla esitare, perché la verità viene comunque a galla ed ora eccola qui. Sì, è il terzo anno. Purtroppo è il terzo anno. Di fila. Forse ho una lieve lesione cerebrale, dico.” Pieno di luoghi comuni e banalità - gli appunti su Finlandia e finlandesi che cerca di fissare in testa - va a ritirare la macchina dal deposito e si prende una cotta per la ragazza che lavora allo sportello, tanto da parcheggiare di nuovo in zona rimozione solo per rivederla la mattina dopo. E non è l’unica sconsideratezza che farà per lei, inguaiata da un fratello adolescente accessoriato di playstation con tanto di amici naziskin con i quali scappa di casa...
L’ultima delle opere di Erlend Loe tradotta in Italia è stata scritta nel 2001. Ritorna il protagonista senza nome che, come altri personaggi dell’autore di Trondheim (il comune sul “fiordo delle maledizioni” dov’è nato) affronta le avventure che gli capitano ed esprime il proprio pensiero, non sempre disturbato, verso qualsiasi incombenza vitale: dalla condensa in cucina che ogni giorno gli bagna il giornale alla necessità di guadagnare e lavorare, dallo spreco di una fiera del turismo al perduto senso della parola “divertimento”. Tutto questo in un flusso di coscienza solidissimo, ironico, che diverte chi legge e che è pieno di ritmo, capace di assecondare gli avvenimenti della narrazione e spunto a sua volta di riflessioni. Purtroppo la traduzione non può rendere la notevole ricerca linguistica dello scrittore: l’inizio del romanzo norvegese, con la descrizione del sogno bagnato di acqua, ha un suono acquatico che sembra un gorgogliare sommesso, onirico appunto, e introduce piano piano il lettore nella mente del protagonista. E la capacità narrativa di Loe è tale da tenerlo incollato alla storia fino all’assurdo, incredibile epilogo.

Leggi l'intervista a Erlend Loe

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