Two Leggings

Two Leggings

Nel 1884, in un tepee - la classica tenda indiana conica - presso la riva del Bighorn River, che bagna Montana e Wyoming, una donna di nome Strikes At Different Camps si accovaccia e, afferratasi a due pali, divarica le gambe per mettere al mondo suo figlio. Una delle sue assistenti è nota per aver fatto un sogno in cui le viene spiegato come mescolare erbe per frizionare e come preparare succhi di radice per alleviare i dolori e accelerare il parto. La donna misura tre pollici di cordone ombelicale e lo taglia. Alla madre, che tiene il neonato al seno, viene data della carne di bisonte secca immersa nel grasso. Intanto Four, il padre, che come tutti gli uomini ha il tassativo divieto di avvicinarsi al tepee, e sceglie, all’interno della sua mandria di cavalli, l’adeguato compenso per la levatrice. Due giorni dopo, la madre arroventa un punteruolo di acciaio, fora i lobi delle orecchie del neonato e infila nei piccoli buchi un bastoncino coperto di grasso. Passano altri quattro giorni, e durante una sosta temporanea del loro spostamento verso Fort Union, Four invita un rispettato membro del suo clan, quello dei Whistling Waters, a diventare il padre del nome. Dopo aver coperto il viso del bambino con della pittura rossa, come impone la liturgia del rito sacro, l’uomo lo solleva quattro volte, mentre Four gli soffia sugli occhi del fumo di bear root, l’oshà, una pianta tipica del selvaggio West. Poi, in riferimento a qualche persona sacra vista in sogno molti anni prima, l’uomo chiama il bambino Big Crane. Il bambino è poi diventato un uomo, e racconta che la madre gli ha detto che, quando aveva solo pochi giorni, l’accampamento della sua tribù si è spostato alla confluenza di due fiumi, l’Elk e il Big River. Il padre compra da un mercante della polvere da sparo: quando torna a casa la sparge vicino al fuoco, per spiegare alla moglie, la mamma del piccolo, come si usa. La polvere esplode, provocandogli delle ustioni alla testa e al petto così gravi da farlo morire poco dopo…

La prima edizione di questo volume risale al 1967, quando l’epopea western al cinema veniva declinata sotto vari aspetti e con riuscita di volta in volta migliore o peggiore in pellicole come La via del West, Faccia a faccia, Hombre, Wanted, I giorni dell’ira, Carovana di fuoco, Sfida oltre il fiume rosso e persino Dio perdona… io no. Soldato blu, uno dei primi film a schierarsi dalla parte degli indiani, era ancora di là da venire, mentre Il buono, il brutto, il cattivo, Sentieri selvaggi, Ombre rosse, Mezzogiorno di fuoco e Un dollaro d’onore c’erano già stati, e anche da un po’. Ora viene ripubblicata la biografia, corredata in apertura da due belle e dettagliate mappe e in chiusura da un’ampia appendice fotografica, redatta in giovane età (era meno che trentenne) da Peter Nabokov, antropologo e scrittore, docente di studi sugli indiani d’America presso l’Università della California di Los Angeles, la celebre UCLA, di Two Leggings, letteralmente “due gambali”. Il lettore può dunque immergersi con facilità nel racconto in prima persona, raccolto da più mani e scaturito dalla composizione di più fonti, della vita fra le tribù indiane delle Grandi Pianure tra le Montagne Rocciose e il Mississippi: caccia, guerra, abigeato, lotta per la sopravvivenza. Sono questi i temi principali del racconto, in cui non c’è spazio per i luoghi comuni, la retorica, la banalizzazione: la narrazione delinea con asciuttezza e vivida precisione il desiderio di un uomo che vuole diventare un capotribù – i Crow, il cui nome deriva da una erronea traduzione del termine con cui loro stessi amavano definirsi, “sparrow hawk” o “bird people”, di stanza tra il Missouri, il Wyoming, il fiume Yellowstone e le Bighorn Mountains – e un guerriero amato e temuto, il legame intimo tra concreta quotidianità e spiritualità, la ricerca del potere spirituale e la parabola esistenziale che si esplica anche nella vita in riserva, nel trasferimento che sancisce la fine di un mondo. E anche delle parole.



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