Ucraina, Donbass

Ucraina, Donbass

Cartoline dal Donbass: case sbrecciate, morti riversi nelle strade, corpi mutilati, orrore negli occhi di donne, vecchi, bambini. Nel 2014 l’Occidente era troppo preso dall’Iraq per occuparsi della grave emergenza umanitaria dell’Ucraina sud orientale, nel cuore dell’Europa. Dopo la cacciata forzata dell’ex Presidente Viktor Yanukovich a Kiev si insedia un governo nazionalista di chiara matrice neonazista, che crede che la pulizia etnica sia la soluzione del problema rappresentato dalle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, un’enclave filo russa all’interno dello Stato ucraino. Così ogni giorno sulle città del Donbass vengono lanciati i micidiali razzi Grad per colpire non solo le forze militari separatiste ma anche i civili. Perché il vero obiettivo è eliminare un milione e mezzo di ucraini di etnia russa, in quanto per il primo ministro Arseniy Yatsenyuk sono esseri “subumani”. La giunta di Kiev, per realizzare il suo scopo criminale, utilizza, oltre che l’esercito regolare, le famigerate bande di Euromaidan, di ispirazione hitleriana e violentemente razziste. Nonostante le evidenti prove di colpevolezza sul genocidio in atto nel Donbass del Presidente Petr Poroshenko, la Comunità Europea, l’ONU, gli Stati Uniti restano in silenzio, fingendo che nel Paese vi sia in corso un processo di democratizzazione…

Nella Premessa Enrico Vigna definisce il suo “un libro di parte”. E infatti, Ucraina, Donbass non è un saggio di analisi storica, è un atto d’accusa di uno sterminio voluto e pianificato a tavolino, sul quale l’opinione pubblica occidentale tace, fa finta di niente, per interessi particolari – come l’ignobile traffico di organi umani estratti dai cadaveri o dai corpi ancora in vita di prigionieri feriti separatisti – o per una precisa posizione politica antiputiniana. A testimoniare le stragi, le nefandezze, il dolore, sono riportate fonti varie: il rapporto di Human Rights Watch, lettere di chi ha perso i propri cari, appelli di associazioni di madri, interviste a soldati ucraini e a miliziani filonazisti. Ma parlano soprattutto le molte agghiaccianti fotografie che costituiscono l’ossatura del testo. Raccontano di abitazioni distrutte dai bombardamenti, di corpi bruciati o seviziati, di fosse comuni, di rastrellamenti, dello smarrimento e delle paure dei bambini ( il ricavato del volume, va ricordato, andrà a favore di un progetto per i piccoli del Donbass). Sono immagini forti, su cui spesso è difficile tenere lo sguardo, però, come sottolinea Vigna, sono necessarie a scuotere le coscienze davanti a tanta disumanità. Leggendo e sfogliando Ucraina, Donbass viene spontaneo chiedersi quanti morti dovranno ancora esserci perché l’Occidente, Usa compresi, intervenga per porre fine a un conflitto senza senso e a uno sterminio disumano che colpisce in modo particolare i più deboli e inermi.



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