Ucronie per il terzo millennio

Ucronie per il terzo millennio

Il sedicenne Nerone non ne voleva sapere di diventare imperatore di Roma. Lui voleva fare il gladiatore. Non se la cavava male neanche con il canto e la cetra, ma lottare nell’Arena gli avrebbe assicurato gloria e donne. Così si era sottoposto a un addestramento durissimo e finalmente era arrivato il giorno del suo primo combattimento. Purtroppo, le cose non erano andate come sognava. Un bel po’ di secoli prima, Nefertiti aveva avuto problemi analoghi con il nobile destino che le avevano assegnato. Aveva rinunciato a essere regina d’Egitto per aprire un localino sul Nilo dove serviva piatti prelibati, anche se ci sarebbe stato qualcosa da ridire sulla sua specialità, la cassata. Nemmeno la giovanissima Lucrezia aveva intenzione di sottostare ai disegni famigliari. Suo padre Rodrigo aveva deciso di sposarla a Giovanni Sforza. Lei invece intendeva praticare l’arte dello speziale e a Ferrara aveva messo su una bottega in cui vendeva preparati contro i più svariati mali. Evidentemente ci sapeva fare perché con i suoi intrugli Lucrezia Borgia aveva salvato tante persone...

E se invece di incontrarsi a Teano con il re, Garibaldi si fosse accordato con il papa per fare dell’Italia una Nazione Cattolica Evangelica Apostolica? Se Adolf Hitler avesse superato gli esami d’ammissione alla scuola d’arte di Vienna e si fosse dedicato alla pittura invece che alla politica? Leggere questi racconti è come entrare in una bizzarra macchina del tempo che mostra la storia come avrebbe potuto essere, se le cose fossero andate diversamente da come sono andate. Questa è l’ucronia, o allostoria che dir si voglia, un oscillare a volte ironico fra utopia e distopia. E non si parla solo di sorti universali. Anche le nostre esistenze avrebbero potuto avere svolte alternative cambiando un unico, minimo dettaglio. Un po’ come in Smoking/No Smoking di Alain Resnais. Certo, è frustrante l’idea che il mondo avrebbe potuto essere migliore per una semplice concatenazione di casualità. Uno degli scenari divergenti di questa raccolta, ad esempio, prospetta che se un tale Silvio, abbandonando la carriera d’imprenditore, fosse diventato un grande cantante popolare, probabilmente la credibilità internazionale del nostro Paese avrebbe ripreso quota con largo anticipo e l’economia si sarebbe rimessa a girare da un pezzo. Ma questa, appunto, è soltanto un’ucronia.
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER