Ultima

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Judith (è il suo vero nome, nonostante sia meglio conosciuta come Elisabeth Teerlinc) non era mai stata nella parte meridionale dell’Italia, ma certo la Calabria non l’ha accolta a braccia aperte, considerato che si trova ora su una piattaforma di cemento vicino a una spiaggia, con intorno il mare agitato e governato da pericolose correnti. Almeno questo è quello che le sta dicendo l’ispettore della Guardia di Finanza Ruggero Silva, mentre le punta una pistola al cuore. Vie di scampo poche, alternative anche meno: sulla spiaggia un uomo sta andando verso di loro con un fucile d’assalto e comincia a sparare. Chiede che sia lasciata libera la ragazza, ma non è una garanzia. D’altronde è la seconda volta nell’arco di una settimana che tentano di ucciderla! Ma se inizialmente l’uomo della spiaggia spara in aria, poi comincia a prendere di mira Silva, vuole Judith a tutti i costi, ma lei è disposta a vender cara la pelle e riesce a mettersi in salvo non senza l’aiuto fondamentale dell’ispettore che riesce ad arrivare a un canotto legato a una portacontainer ormeggiata lì vicino e collegata a un purificatore dell’acqua attraverso un grosso tubo di gomma. Inizialmente Silva si fa scudo con il corpo della ragazza, ma è solo una mossa per guadagnare terreno, ma è lei che imponendosi di pensare, conficca uno spillone nelle increspature del tubo di gomma dove corre acqua pressurizzata che, schizzando fuori, rende il tubo alla pari di un serpente impazzito che sbatte ovunque e fa sparire il killer con il fucile. Anche Judith, però, è nei guai...

Per la terza (dopo Maestra e Domina) e quasi sicuramente ultima volta per la ormai completata trilogia, torna la gallerista Elisabeth Teerlinc (vero nome Judith Rashleight) in un’altra avventura, o forse semplicemente nel seguito delle sue avventure tra criminali e arte. Nel frattempo mafia, traffico di armi, droga creano un sottobosco piuttosto pericoloso a un giro di quadri falsi e realizzati, come se fosse in fabbrica, da un gruppo di cinesi in un ampio laboratorio. La Hilton e la sua esperta gallerista non deludono, ma anzi mettono addosso la voglia di approfondire, di visionare i tanti capolavori di cui parla con dovizia di particolari. Judith/Elisabeth, come sempre, usa il sesso a proprio uso e consumo, è senza scrupoli, o forse è solo la maschera che deve tenere ben incollata sul viso, per non mostrare ai suoi avversari/soci/nemici la benché minima debolezza o fragilità. E le avventure proseguono, in uno stile talmente coinvolgente da ancorare il lettore agli eventi, al loro sviluppo, pronti a scattare insieme alla protagonista per una fuga o, magari, per una delle sue corsette mattutine per tenersi in forma. È triste pensare che non ci sarà un altro seguito, perché si ha sempre voglia di leggere di questa donna bella e spietata, che ha fatto della vendetta il suo mestiere, senza guardare in faccia nessuno, nemmeno all’amore che, presume, potrà deluderla. Ed è pazzesco vederla muoversi tra quadri, autori, falsari, mettere a tacere le voci fuori dal coro e vincere e poi seguirla nel lusso, tra regali importanti (orecchini con cento carati di diamanti, ad esempio) e lo shopping fra le firme più costose, perché forse solo lei può portare con disinvoltura un paio di scarpe a punta di Saint Laurent con tacco a stiletto, mentre è in fuga!



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