Ultimo stadio

Ultimo stadio
Se ci si affaccia oggi dal terzo anello c’è da soffrire di vertigini, ma una volta San Siro non era così. Una volta il terzo anello e la copertura di travi rosso mattone non c’erano e le urla dello stadio si innalzavano verso il cielo cingendo tutta Milano di un’eco assordante che ripeteva Milan, Milan! Erano i tempi in cui la polizia se ne stava da una parte, timorosa. In cui in curva si entrava con le 'lame' e i derby erano cacce all’uomo che continuavano dopo la partita in tutti i bar di Milano. I tempi in cui a Verona si andava armati e agguerriti, e a Bergamo si stava molto in guardia, perché quelli di Bergamo sono gente di cantiere, si sa, gente che picchia duro. Gli anni di Maradona ch’era figl’ e’ pelè, del bastardo blucerchiato, del laziale fascio di merda, di capitan Baresi che ce n’è solo uno, degli autogrill saccheggiati e della Fossa dei Leoni, che a quel tempo era davvero la Fossa dei Leoni… Franco Giubilei è corrispondente de La Stampa a Bologna ed il suo Ultimo stadio è un romanzo che entra nelle viscere della curva sud milanista, raccontandone quarant’anni di storia e di cambiamenti. Un racconto spontaneo, rubato dagli occhi di chi il calcio l’ha vissuto da tifoso vero, respirando ogni domenica fumogeni e rabbia, passione e violenza. In mezzo a quella Fossa dei Leoni che ora non esiste praticamente più, ma che ha rappresentato il simbolo di una delle tante storie politiche di Milano dalla lotta armata a Berlusconi. E le emozioni scorrono senza sosta (in tutto il libro non c’è una sola virgola), raccontando le risse più impetuose, le emozioni più forti, le prodezze del grande Van Basten al Bernabeu, i fervori e gli scazzi delle varie fazioni. Il tutto passando attraverso le pagine più tristi della storia del calcio italiano, ricordando per esempio Vincenzo Spagnolo, il tifoso genoano accoltellato dai milanisti, o Antonio De Falchi, il ragazzino romanista che sbagliò ingresso a San Siro e morì d’infarto dopo esser stato accerchiato e pestato da una trentina di tifosi rossoneri. Un libro su un calcio che non esiste più, sostituito da un football tutto lustrini e telecamere sempre più indirizzato verso il modello inglese, con i tifosi seduti a reprimere le loro rabbie e le loro emozioni, e i giocatori che invadono i programmi televisivi neanche fossero soubrette. Se qualcuno dubita ancora che la curva sia lo specchio della società…

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