Umami

Umami
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Villa Campanario è un comprensorio di Città del Messico. Vi convivono, separati da un cortile mezzo scassato, esemplari umani che dividono tanto gli spazi quanto la quotidianità. È estate e Ana, non ancora un’adolescente, ha deciso che la passerà a coltivare un orticello all’interno del complesso di case. I suoi genitori però, segnati dal lutto per la morte della figlia minore, non le concedono l’aiuto di cui avrebbe bisogno e la piccola è costretta a rivolgersi agli inquilini di Villa Campanario. A Pina, amica di Ana, che vive col padre Beto e sogna ad occhi aperti il ritorno della madre, scappata dalla monotonia coniugale diversi anni prima. A Marina, un’aspirante pittrice ventiduenne con un serio problema d’anoressia che sente di vivere una vita che non le appartiene e spende il suo tempo a inventare colori. E ad Alfonso, un agronomo vedovo tanto ancorato allo spettro della moglie morta da passare le sue giornate a non far altro che ricordare lei ed episodi che la riguardano, intento a una sciatta cura della casa che ormai vive in solitaria…

Umami segna l’esordio alla scrittura di Laia Jufresa. Classe 1983, messicana, ha scritto diversi racconti per antologie e riviste di genere e nel 2015 è stata inserita nella lista dei migliori venti scrittori messicani sotto i quarant’anni nell’ambito del progetto México20. L’esordio vero e proprio però è avvenuto con Umami, un notevole successo di vendite che ha portato su di lei l’attenzione della critica internazionale, generalmente favorevole. L’esistenza di ognuno dei personaggi si intreccia a quella degli altri in maniera indissolubile, il risultato è una matassa che è difficile sbrogliare, ma di cui si vuole trovare la soluzione, di cui si vuole arrivare a capo. Tutti i protagonisti sono segnati da un passato grigio, che incuriosisce, e da peculiarità caratteriali tanto marcate da renderli interessanti, intriganti, sofisticati. Le loro sono piccole realtà che fanno parte di un disegno più grande, colorato e sfaccettato, di un mondo che in sé racchiude un’umanità dolce e amara allo stesso tempo. Raccontate con stile raffinato, leggerezza e sguardo disincantato, in una storia ricca di salti nel passato, dolcemente complicata. Un romanzo ben scritto che, nonostante le tante qualità, pecca un po’ d’ingenuità. Ed è quell’ingenuità tipica dei bambini, ciechi di fronte al marcio nascosto dietro determinate apparenze, che si nota tra le righe di Umami, qualcosa che c’è, che si avverte, ma che non stanca. È quel je ne sais pas che non appiattisce la trama nonostante spesso sia un po’ troppo marcato, è un’ingenuità stilistica che mina la forma rendendola, alle volte, fin troppo leggera. È un mosaico, Umami, di cui bisogna ancora ultimare la cesellatura e quel compito spetta proprio al lettore.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER