Un’estate con Proust

Un’estate con Proust

È una trasmissione televisiva del 1962 che fa conoscere al grande pubblico Proust. Da quel momento l’autore che aveva sempre faticato a farsi pubblicare diventa popolare, accessibile, alla portata di tutti. La Recherche si è imposta come fondamentale, è diventata un classico, benché sia un libro imperfetto. E in questo risiede la sua fortuna: la perfezione passa di moda. L’opera di Proust è fuori canone anche per lunghezza, ma non è tutta colpa dell’autore: ci si è messa di mezzo la prima guerra mondiale, che gli ha dato il tempo di ampliare il suo romanzo... Il barone di Charlus è la rappresentazione del mito dell’ermafrodito, che permette a Proust di scrivere quell’ammirevole manifesto che è Sodoma e Gomorra, sul fatto che gli omosessuali siano sempre stati una minoranza perseguitata. E nessuno ha mai avuto il coraggio di Proust, che, piccolo, magrolino, malato, già criticato per mille altre ragioni, si fa portavoce della minoranza in senso ampio: malati, omosessuali, ebrei, artisti sempre incompresi… Nella Recherche risulta evidente come per Proust solo il far luce sulla sofferenza renda possibile riderne: scrivere significa attraversare la sofferenza per mezzo delle parole…

È il libro che tutti citano e che nessuno o quasi ha mai letto, almeno per intero (anche perché davvero ci vuole parecchio tempo libero, giusto un’estate intera, forse), un po’ come quello con cui si cimenta Melanie Griffith in Nata ieri, film in cui giganteggia nel ruolo della supersvampita. Alla ricerca del tempo perduto. Un vero monumento. Amato, odiato, difficile, unico. Diviso in più volumi, affronta gli interrogativi fondamentali della vita: come trattenere il tempo che scivola via tra le dita come sabbia, come mai amore e sofferenza spesso siano legati, se sia possibile o meno conoscere una persona. Otto tra romanzieri, biografi e professori, che amano Proust e la sua opera, ne parlano in quest’antologia di saggi, affrontandone le varie tematiche, che sviscerano minuziosamente e senza mai cedere all’impulso di parlarsi addosso, diventando incomprensibili solo per dimostrare di essere bravi e dotti: l’amore, la musica, il tempo, i personaggi, il ritratto della società, Parigi, Venezia, la filosofia, l’arte, l’immaginario. Chiaro e divulgativo, Un’estate con Proust è adatto sia agli studiosi che ai semplici – se così si può dire – appassionati di letteratura, e può anche essere il trampolino di lancio per iniziare l’impresa della lettura della Recherche.



 

 

 

 
 
 
 

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