Un amore sbagliato

Un amore sbagliato
Lea vive a Roma, e sta insieme a Stefano da dieci anni: la loro convivenza è ormai logora e lui, acclamato professore universitario, ha sempre meno tempo da dedicare alla sua compagna, impegnato com’è in convegni e seminari in giro per l’Italia. Lea si sente trascurata e di fronte alla carriera in crescendo di Stefano anche un tantino inferiore, essendo una “semplice” insegnante elementare. Durante un weekend con un’amica conosce Marco e se ne invaghisce in modo clamoroso, tanto che la sua vita grigia assume colore all’improvviso e il solo pensiero di lui è sufficiente a riempirle le giornate. Dal canto suo l’uomo sembra ricambiare il sentimento di Lea, ma la situazione è complicata: Marco, infatti, ha un fidanzato particolarmente geloso…
Vi confesso che ho fatto molta fatica ad arrivare all’ultima pagina di questo libro. La signora Alberico mette in scena una galleria di donne a mio avviso tristissime, intrappolate in una storia banale e scontata. Manca l’ironia e il linguaggio è troppo pesante, come del resto l’ambientazione: borghese, intellettualoide, ingessata, costellata da narcisisti che, ovviamente, non riescono ad avere un’appagante vita di coppia. Va bene che noi donne siamo delle romanticone con la sindrome della crocerossina, ma siamo davvero convinte di poter cambiare la natura degli uomini che ci stanno a fianco? Qui, poi, si tenta addirittura il miracolo: trasformare un uomo drammaticamente egocentrico e dichiaratamente omosessuale in un eterosessuale pazzo d’amore per l’illusa di turno. Romanzo rosa? No, direi piuttosto fantascienza. Mi piace pensare che anche il proverbiale masochismo femminile possa avere un limite.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER