Un anno in giallo

Un anno in giallo

Non è la prima volta che Montalbano, l’inossidabile commissario siciliano, si sveglia con un incubo in corso. Spesso poi si tratta di qualcosa con cui si troverà ad avere a che fare da sveglio. Questa volta sogna la befana, una befana con la faccia di Livia e si capisce che ne seguirà come minimo una “sciarratina” coi fiocchi. La lite in effetti ci sarà, ma prima, mentre pranza in un ristorante che gli hanno consigliato, viene avvicinato da un tipo strano, tale Saverio Lamanna, che gli chiede di incontrare e ascoltare il commendator Zicari, un suo conoscente di Vigata… Saverio Lamanna, ex portavoce di un sottosegretario, viene giudicato dalla fidanzata Suleima, la persona perfetta per parlare con il nipote del falegname con cui sta collaborando, si sa che però i guai per Lamanna sono dietro l’angolo anche in una stanza tonda… I vecchietti del BarLume dopo tante traversie, sempre acuti come un angolo di 30 gradi, sfuggono all’orrida sagra del totano gustandosi un suntuoso manzo wagyū, nel giorno di chiusura del ristorante e naturalmente spettegolano sui fatti di cronaca, nello specifico il furto subito dal Sandroni, un altro ristoratore di Pineta, di svariate bottiglie pregiate. Tanto pregiate da far sospettare ai nostri eroi, barrista e fidanzata poliziotta compresi, che il furto non sia proprio quello che sembra…

Dodici mesi per dodici autori, o il contrario se volete, ma di questo si tratta: un mese ciascuno le grandi penne di Sellerio hanno messo insieme una raccolta deliziosa. Non a tema come le precedenti (La scuola in giallo, Natale in giallo eccetera) ma con un “diktat”: ogni racconto doveva contenere un riferimento all’autore o ai personaggi del mese successivo, in una ideale staffetta. Ecco che Montalbano viene avvicinato da Lamanna, e a Schiavone vengono regalati due gialli di Montalbano (ho indicato volutamente gennaio e dicembre). Ci sono anche delle new entry – almeno per quanto riguarda il racconto giallo, Simonetta Agnello Hornby e Gian Mauro Costa. Ogni racconto è come sempre un gioiellino ‒ gli autori del resto sono tutti più che rodati – che mantiene sia pure nella forma breve (che poi è forse la più insidiosa) l’equilibrio perfetto fra trama e divertissement, come nella tradizione della casa editrice siciliana. Un piacere da centellinare per chi ci riesce, o da gustare tutto d’un fiato, con la certezza di non restare delusi, se non per la consapevolezza di dover aspettare qualche mese , pochi o tanti che siano, prima di poter leggere nuovi romanzi che durino qualcosa in più di uno “shottino”. Cinquecento e rotte pagine che negli scaffali di chi ama i libri blu non potranno mancare nell’attesa di godersi in televisione la seconda serie del vicequestore Schiavone o l’uscita prevista a gennaio del nuovo guaio in cui si è trovato coinvolto il Monterossi (anche per lui si vocifera di un passaggio sul piccolo schermo).



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