Un anno terribile

Un anno terribile
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1933, Roper, Colorado. Dominic Molise è il figlio diciassettenne di un muratore disoccupato immigrato in America dal natio paesino abruzzese di Torricella Peligna. Vive con la madre, una donna mite e infelice, sua sorella Clara, il fratello piccolo August e nonna Bettina, una vecchietta vestita di nero che non sa una parola d'inglese. Siamo in piena Depressione, e all'ordine del giorno ci sono povertà e disperazione, tanto che il padre di Dominic tenta di arrotondare i suoi magri guadagni con qualche partita a biliardo. Ma Dom no, lui non si rassegna né alla povertà né a fare il muratore come suo padre, lui coltiva sogni di gloria. E perché? Perché ha Il Braccio. Il Braccio sarebbe il suo braccio sinistro, né più né meno, che il giovane ritiene capace di un lancio da fuoriclasse del baseball. In fondo tutti i più grandi campioni di baseball hanno origini umilissime, no? E lui non farà eccezione: per questo preserva Il Braccio dai calli non lavorando e lo spalma di Balsamo Sloan tutti i giorni, mentre fantastica sulle sue fortune future assieme a un altro ragazzino appassionato di baseball, Kenny, che però viene da una famiglia benestante. I due sognano successi, ingaggi ricchissimi, donne e gloria. Ma per partire e presentarsi a un provino per una squadra professionistica laggiù in California servono 50 dollari, e Dom non ce li ha davvero. A meno che...
Un anno terribile fa parte di quel gruppo di opere di John Fante che sono state pubblicate a cura della moglie nel 1985, due anni dopo la scomparsa dello scrittore, sebbene si sappia con certezza che Fante vi lavorò sin dal 1954: si tratta di un romanzo assolutamente paradigmatico nella produzione dell'autore originario del Colorado, tra cenni autobiografici, humour e denuncia sociale alla Steinbeck. Dominic Molise in fondo è Arturo Bandini (il giovane protagonista dei più celebri romanzi di John Fante), anche se non ne ha la grandeur irresistibile, e i suoi sogni cialtroneschi sono anche un po' i nostri, motivo per il quale lo sentiamo così vicino. Assolutamente memorabile la caratterizzazione della famiglia di dagos protagonista, nonna Bettina in primis. Delizioso.

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