Un colpo all'altezza del cuore

Sono cambiate davvero tante cose nella vita della “profia” Camilla, ma non la sua tendenza – quasi un karma – ad essere coinvolta suo malgrado in fatti di sangue. Fedele a se stessa, mentre va a scuola assiste ad un omicidio. Un uomo viene freddato mentre è in auto da un killer in moto; roba che sembra di essere a Secondigliano, mica a Torino. Per non ritrovarsi faccia a faccia con il commissario Berardi, sua storica tentazione e fonte sicura di guai, chiama i carabinieri. Ma si sa che contro il destino non si combatte ad armi pari e all’appello risponde la polizia – questione di competenze – e la musica riprende proprio dove si era fermata. 30 km più in là, a Chivasso, accadono due cose apparentemente senza alcun legame. Viene trovato ucciso a sprangate quello che sembra un innocuo vecchio signore, e una donna viene travolta da un pirata della strada. La Baudino pare essere contagiosa: all’investimento assiste infatti Francesca, amica della prof che lavora all’ospedale locale e ha già avuto a che fare con il comando dei carabinieri per aver assistito tempo addietro ad un omicidio che però è rimasto senza colpevole...
Dopo averci lasciati orfani per qualche anno delle avventure della Prof, Margherita Oggero da scrittice di razza quale è ce la ripresenta un po’ invecchiata, alle prese con una figlia ormai adolescente, con tutti i problemi che quell’età si porta dietro, con un matrimonio che forse è giunto al capolinea e con il rimpianto di aver lasciato deliberatamente sfumare una platonica passione che rischiava di diventare importante. Risulta evidente quindi che Un colpo all'altezza del cuore è un libro se non conclusivo almeno che prepara la strada alla fine di un ciclo. Sono scomparsi dei personaggi e ne sono apparsi di nuovi, pensati a regola d’arte per dare la possibilità alla serie – ammesso che di serie si possa parlare – di continuare o terminare, suppongo in base al gradimento riscontrato nei lettori, mantenendo intatte le caratteristiche che ne hanno decretato il successo fino a oggi. La storia d'amore mai consumata fra Camilla e il commissario si modifica fino ad assumere una dimensione soddisfacente per entrambi, e Francesca – che sfoggia una capacità di attirare guai simile a quella dell’amica - occupa uno spazio che come già detto potrebbe tranquillamente ampliarsi fino a farla diventare protagonista lasciando alla Baudino il ruolo di comprimaria. L’intreccio investigativo, necessariamente complicato, potrebbe  portare in qualche punto a fare confusione fra poliziotti e carabinieri, ma il condizionale è d’obbligo. Un libro per chi ama il noir poco adrenalinico e violento, per chi ama le storie di ogni giorno, quelle in cui omicidi a parte ci possiamo riconoscere tutti: storie di gente normale che lavora, combatte con i figli e le gomme a terra o i capiufficio rompiscatole.

 

 

 

 
 
 
 
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