Un favore personale

Un favore personale
Una giovane donna, Deirdre, viene trovata morta in circostanze misteriose sulle scogliere di Dalkey Island, il segno di una siringa sul braccio scoperto. L’ipotesi del suicidio sembra essere la più plausibile - e pertanto la più scontata, dal momento che il suo giro di frequentazioni può essere definito in ogni modo tranne che limpido. Tra cocaina, un santone indiano di indubbie capacità e di sicura illegalità, un lurido voyeur e giri loschi a sfondo sessuale, si snodano le vicende/investigazioni dell’anatomopatologo Quirke, personalità tormentata dai difficili rapporti familiari, primo fra tutti il legame contorto con la figlia Phoebe e con la sorella/cognata amata, fonte di angosce e di disperazione costante. Billy Hunt, marito della defunta Deidre, chiama in soccorso Quirke con la richiesta accorata di occuparsi del caso, un vero e proprio favore personale dal momento che i due erano compagni di college. Un’occasione importante per Quirke, e un dovere impossibile da declinare, anche in nome della sua ricerca di verità e dell’indole investigativa profonda che lo caratterizza. Un affare di semplice risoluzione? No: il protagonista si troverà irrimediabilmente invischiato in affari più grandi di lui, quasi non gli bastassero i drammi personali e i fantasmi del passato...
John Banville, irlandese sino alla punta dei capelli, decide – ancora una volta – di ambientare le vicende di Quirke (proprio come accaduto nello splendido e avvincente Dove è sempre notte) in una Dublino sotterranea, molto spesso avvolta dalle tenebre, inquietante e densa di misteri non visibili alla luce del sole. La sua scrittura chirurgica e dettagliata lo impone sulla scena internazionale come un abile scrittore noir e un narratore sapiente, preparato, fantasioso e contorto. Banville si impegna non solo a risolvere/inscenare delitti perpetrati da ignoti attori, ma – ancora più intensamente – a scandagliare il soggetto primario su cui ogni luce si punta: fragile (nonostante le apparenze) e scosso da vicende personali, Quirke è la rappresentazione umana del tentativo di fare ordine nella propria vita attraverso le disgrazie altrui. Come ogni sequel il libro risulta meno incisivo del primo capitolo della saga, per quanto il rapporto tra il protagonista e sua figlia sia magistralmente narrato nel corso di tutto il romanzo con interessanti risvolti psicologici, e nonostante riesca, con ammirevole scioltezza, a mantenere alta la tensione tanto da stupire il lettore nelle ultime, frenetiche e inaspettate battute finali.

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