Un giorno dopo l'altro

Un giorno dopo l'altro

Grazia Negro è stata assegnata alla Squadra Mobile di Bologna, e guida una squadra che dà la caccia ai latitanti più pericolosi. Durante un lungo e logorante appostamento di fronte all’appartamento nel quale si è rifugiato il boss Jimmy Barracu, Grazia e i suoi vengono beffati da un ignoto killer che si introduce nel palazzo dove vive Barracu travestito da ragazzo, trucida il latitante e la sua famiglia ed esce travestito da uomo di mezza età, facendo perdere le sue tracce. Unica traccia, una pagina internet dedicata al cane pitbull, lasciata aperta sul portatile di Barracu. Quando un misterioso anziano zoppicante massacra un collaboratore di giustizia ex mafioso russo e la scorta di poliziotti che gli fa la guardia in aeroporto e lascia dietro di sé una rivista aperta a una pagina con foto di pitbull, la poliziotta - il cui rapporto di coppia con il compagno cieco Simone nel frattempo sta andando a rotoli - si rende conto che la firma è la stessa dell’omicidio Barracu e scopre che da anni c’è una catena di delitti inspiegabili attribuibili al killer ribattezzato Pitbull, apparentemente un sicario professionista senza pietà, capace di cambiare identità e aspetto come si cambia una camicia. Chissà che faccia farebbero gli investigatori se sapessero che il terribile killer nella vita di tutti i giorni è tale Vittorio, un rappresentante di preziosi single con una madre asfissiante e una vita grigia che più grigia non si può, una vernice di noia che se la gratti sotto è un inferno di violenza cieca e furiosa. Il Pitbull comunica via chat con un’altra misteriosa figura che fa da tramite con il mondo della malavita procacciandogli gli incarichi e si fa chiamare Il Vecchio. Quando però Il Vecchio viene individuato da Alex e Luisa, due ragazzi che lavorano in un internet provider, il Pitbull si vede costretto a difendere la segretezza della sua identità reagendo nell’unico modo che conosce: uccidere...

Il sequel di Almost blue, uno dei thriller italiani più fortunati degli ultimi decenni, abbandona i toni onirici che avevano caratterizzato il primo capitolo della saga di Grazia Nero regalando al romanzo una fascinosa luccicanza per raccontare una storia costruita più canonicamente, un noir metropolitano ad elevato tasso di violenza, dal ritmo convulso e adrenalinico. L’inafferrabile Pitbull è un avversario formidabile per una Grazia Nero confusa, nervosa, ferita nei sentimenti, forse incinta, e Lucarelli lo sa: perciò fornisce alla protagonista una spalla, il malinconico Alex, appena mollato dalla ragazza. Un ottimo pretesto per il giallista parmense per inserire nel libro la Trimurti precariato/internet/gggiovani, garanzia di successo negli anni nei quali il romanzo è stato pubblicato per la prima volta. Un noir onesto, godibile, senza molte sorprese: ma senza nemmeno cattive sorprese, in fondo.



 

 

 

 
 
 
 

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