Un giorno perfetto

Un giorno perfetto
24 ore. Una giornata qualunque di un qualunque maggio romano. Una selva di personaggi si intreccia nei quartieri della capitale e ne anima gli scorci con la sua zavorra di miserie ed illusioni. Emma - una quarantenne sul viale del tramonto - ha lasciato, dopo anni di umiliazioni, suo marito Antonio, un poliziotto del sud violento e umorale ma ancora pazzo di lei. La donna, che vive con l'acida madre e i figli Kevin e Valentina in un minuscolo appartamento di periferia, si barcamena tra lavori precari e un bagaglio di aspirazioni mancate. Maja è la giovane moglie dell'onorevole Elio Fioravanti. Raffinata, altera ed eterea, Maja è stanca della sua quotidianità senza più amore fatta di apparenza e ipocrisia ma anche allietata dalla presenza della dolcissima ed empatica bambina Camilla. Aris, detto zero, è un ventenne lacerato: sospeso tra la sua anima di writer e punkabbestia e le sue origini alto-borghesi. Sasha - deluso dal lavoro e dall'amore - di mestiere fa il professore al liceo e vive un precariato professionale e sentimentale: supplente a scuola e amante di un famoso giornalista televisivo che preferisce nascondere la sua omosessualità dietro un rassicurante matrimonio. 24 ore della quotidianità di un piccolo universo di “vinti”. L'orologio scorre, le ore si inseguono svelando relazioni tra i protagonisti che come monadi impazzite continuano a scontrarsi restando comunque sprofondati nella loro solitudine. Emma scivola inconsapevole verso il suo inevitabile dolore; Antonio architetta, da maschio ferito ed abbandonato, il suo folle e disperato piano di rivalsa; Sasha rilegge con rimpianto i suoi dieci anni da amante clandestino; Maja si abbandona all'incognita di un futuro diverso; Elio è costretto ad accettare la sua morte politica dopo che apprende di essere stato trombato al Parlamento; Aris sceglie di vivere fino in fondo il suo amore proibito; Valentina e il piccolo Kevin sono trascinati loro malgrado da un incontrollabile vortice di amore ed odio...
La cronaca ci ha abituati ogni giorno a storie di ordinario orrore familiare, trafiletti che spesso tendiamo a ignorare. Melania Mazzucco con il suo romanzo - uscito nel 2006 ma riproposto in occasione dell'uscita della sua trasposizione cinematografica - prende spunto proprio da una di queste storie nascoste e dà alle anonime iniziali sulle righe di un quotidiano volti e nomi. “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ma ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, si legge nell'incipit di Anna Karenina, lo stesso libro che Emma (proprio come la Bovary) sfoglia in bagno durante i ritagli di tempo che ruba al lavoro, ai figli e alle preoccupazioni. L'infelicità sembra avvolgere tutti i protagonisti di questo libro corale ma nello stesso tempo composto da tanti singoli monologhi. Una infelicità profonda che porta ognuno a fare i conti con quello che è e che invece vorrebbe essere: tutto in una giornata come tante, consumata in una città madre e matrigna che prima conquista ma poi non è fedele. La Mazzucco riesce a mettere a segno un piccolo capolavoro di realismo (le descrizioni di Roma e dei suoi luoghi sono molto accurate e dettagliate e soprattutto ben riconoscibili da chi in questa città ci vive) e profondità (caratteri, psicologie ed anche la fisicità dei protagonisti sono limate in modo impeccabile) coinvolgente e piacevole da leggere. La narrazione serrata e “cinematografica” rende le pagine scorrevoli proprio come la pellicola di un film. Un film di Ferzan Ozpetek, appunto.

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