Un mondo senza animali

Un mondo senza animali

Peter Singer, filosofo australiano, nel 1975 uscì con un libro dal titolo Animal Liberation e proprio da lì, proprio da quel saggio che così tanto si diffuse tra i nascenti movimenti animalisti, nacque l’espressione “liberazione animale”. A quarant’anni di distanza non si può certo dire che l’aspra lotta tra chi sostiene che l’uomo non dovrebbe utilizzare in alcun modo gli animali e ciò che dal loro sfruttamento deriva e chi invece proprio non ne vuol sapere di cambiare abitudini sia sopita, anzi oggi più che mai il dibattito è aperto. E finché si discute se sia giusto o meno allevare animali in modo intensivo perché diventino cibo per l’uomo i pareri anche tra gli animalisti sono pressoché unanimi. Quando invece si comincia ad indagare il delicato ambito della sperimentazione scientifica e si ripercorre la strada che ha portato alla scoperta del vaccino anti-polio e di molti altri farmaci che hanno permesso di eradicare epidemie serie e diffuse, la questione non può che cambiare completamente…

Fabrizio Benedetti è professore ordinario di Neurofisiologia e Fisiologia umana all’Università di Torino e al Dipartimento di Neuroscienze intitolato a Rita Levi Montalcini e ha pubblicato l’interessante L’effetto placebo, sempre per Carocci Editore. Anche questa volta sceglie di occuparsi di un tema scomodo e di grande attualità e sceglie di farlo analizzando la questione dell’animalismo senza cadere in facili luoghi comuni o prese di posizioni strettamente personali, senza estremismi né condanne, senza giudizio. Cosa certo non semplice, quando si affrontano questioni etiche che toccano anche in modo violento la sensibilità di molti. Ne scaturisce un piccolo volume che vale la pena leggere perché sono tante le interconnessioni tra l’uomo e la sua salute in particolare, con il progresso della scienza medica e l’utilizzo di modelli di sperimentazione animale. E proprio per la delicatezza, la complessità e la difficoltà di prendere decisioni consapevoli e che tengano davvero conto di tutto è prioritario conoscere punti di vista differenti e pareri autorevoli. Anche solo per farsi davvero un’idea che sia solo propria.



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