Un romanzo di carta

Un romanzo di carta
Il Salone del Libro di Torino nasce idealmente nel 1985 dalla mente di Angelo Pezzana, proprietario della libreria Luxemburg, la prima libreria internazionale della città. Forte della sua nuova posizione di consigliere comunale e affascinato dall’esperienza del Primo Festival Internazionale del Libro di Managua, lascia crescere in lui la spinta per creare qualcosa di analogo che possa diventare un punto di riferimento per il settore non solo in Italia, ma in tutta Europa. È un’epoca fertile e ricca quella che sta vivendo, e infatti trova con facilità persone disposte ad aiutarlo economicamente: prima la vicepresidente regionale Vetrino e poi un finanziere magnate, Guido Accornero. Dopo il giro di valzer tra banche e politica, il 14 luglio 1987 nasce l’associazione che meno di un anno dopo battezzerà il Salone. Un progetto culturale che vede il consenso di tutta la politica cittadina e che ancora oggi si erge attenta alle necessità degli editori e di quelle di tutti i lettori d’Italia…
È Roberto Moisio, docente universitario e giornalista torinese, a firmare questo mémoire sul Salone del Libro. Racconta delle lunghe vicende che hanno gravitato attorno alla manifestazione piemontese, ormai da anni nota in tutto il mondo, con lo stile che più si confà alla sua professione. In maniera semplice e grazie al supporto delle interviste ai suoi fautori, ecco che ci viene svelato il meccanismo che tiene unito il motore della Fiera. Sono molti gli aneddoti che vanno a creare questa storia, a volte vere e proprie digressioni che testimoniano quanto sia stato complesso e difficoltoso il processo di formazione della società organizzatrice (per esempio il viaggio a Damasco di Accornero alla ricerca del tesoro di Ebla). Moisio decide di non annoiare il lettore con i numeri che indubbiamente sono lo specchio del successo di questo evento internazionale. Preferisce invece lasciare il racconto alle persone che l’hanno costruito e che da quasi trent’anni ne sono la colonna portante.

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