Un sacco d'ossa

Un sacco d'ossa
1936, Barcellona. Il pittore d'insegne Joan Aleu si è trasferito nel piccolo appartamento di carrer Caputxes con la moglie e il figlio Ginés detto Niso solo da qualche mese, ma già si è guadagnato la stima e la simpatia del quartiere per il suo zelo, la sua umanità e il suo talento nel dipingere insegne di negozi con creatività ed eleganza. Ma regioni intere della Spagna insorgono contro il governo di sinistra del Frente Popular, e scoppia la guerra civile. Contro il volere della moglie, Joan si arruola volontario e parte per il fronte, lasciando Niso e la madre a lottare contro la miseria, mentre le bombe cadono su Barcellona. La guerra nel 1939 finisce con la disfatta dei Repubblicani e il trionfo di Franco: catturato, il povero Joan finisce in un campo di concentramento a Miranda de Ebro, e qui subisce angherie e stenti ma trova anche l'amicizia profonda di Bartomeu Camùs, un ragazzo catalano più giovane di lui che una volta gli salva la vita - rischiando la sua - caricandoselo sulle spalle dopo che lui era crollato al suolo semisvenuto durante il lavoro in una cava di pietra. Bartomeu rivela a Joan di aver nascosto in un albero cavo nel lager documenti preziosi, e poi tenta la fuga: catturato, viene picchiato e fatto morire di freddo. Joan e un altro paio di internati vengono incaricati di seppellirlo in un bosco vicino, senza nemmeno una tomba vera. E' il 1940, e il pittore d'insegne torna a casa: ma il suo fisico è minato, e dopo poco tempo si ammala gravemente. Sul letto di morte fa giurare a Niso che ritroverà le ossa di Bartomeu per dargli una degna sepoltura. Ma il ragazzo per il momento ha ben altro da pensare: testimone scomodo dell'uccisione del suo migliore amico, deve fuggire in Africa e lì arruolarsi nella temutissima Legione franchista. Nove lunghi anni dopo, ormai insospettabile e feroce sergente legionario, Ginés torna a Miranda de Ebro per mantenere la sua promessa, costi quel che costi...
La memoria, il rispetto, l'amicizia, l'amore filiale, l'onore: ecco le corde che lo scrittore catalano Lluís-Anton Baulenas va a toccare in questo suo magnifico romanzo, tra i più belli mai scritti sul tema della Guerra Civile spagnola - e ne sono stati scritti centinaia, se non migliaia. Un romanzo che ha l'incedere del noir esistenziale, con quel protagonista indurito dalla vita, deciso a una spietata vendetta solo contro tutti e ammantato di segreto, ma che non rinuncia a flashback struggenti sulla breve ma intensa stagione del Frente Popular e dell'indipendenza catalana. Il linguaggio è semplice e diretto - né troppo verboso né troppo stilizzato - perfetto per dare il giusto spessore a personaggi credibili, vivi, indimenticabili. Tra tutti, il delizioso signor Pau che muore per una caduta scappando dalle bombe e l'insopportabile maggiore José Carlos Cedazo. Un sacco d'ossa ha vinto i premi di Letteratura catalana Ramon Llull (2005) e Sant Jordi (2008).

Leggi l'intervista a Lluís-Anton Baulenas

 

 

 

 
 
 
 
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