Un uomo

Un uomo
C’è una folla straripante e tumultuosa, una marea umana che invade e satura le strade: non è un corteo ma una specie di piovra immensa. Sopra le teste, una bara col coperchio di cristallo, un corpo rigido esposto all’osanna di un popolo tardivamente grato. Cartelli e grida, A P Z, Alekos Panagulis Zi! Vive! E Oriana Fallaci buttata su quel feretro, nel tentativo pietoso di difenderlo da tutte quelle mani, quelle grida e quei cartelli. Per la piovra, Alekos oggi è l’eroe della libertà, Zi! Zi! Ma quando metteva a rischio la sua vita, quando predicava l’indipendenza da ogni dogma, Alekos Panagulis era solo. Solo era nel giorno dell’attentato, solo dentro ad un buco nella roccia, raggomitolato e seminudo, irrigidito dal freddo e dalla tensione. Mesi di preparazione e calcoli millimetrici, che strada percorre il tiranno - quante macchine lo accompagnano - quanto tritolo e quanto zucchero per fabbricare la bomba-quanti metri di cavo - quale via di fuga - la barca che aspetta per cinque minuti. Poi il cavo che non è abbastanza lungo, la bomba che non è abbastanza potente, la barca che non è abbastanza vicina, ed il capitano che inciampa e gli cade proprio davanti, scoprendo il suo nascondiglio-buco. Sempre solo. Poi l’arresto, le torture, la condanna a morte, il plotone di esecuzione. E poi la vera consacrazione come eroe: dopo il gesto estremo viene la resistenza all’oppressione, all’oblio, alla tentazione di arrendersi. È il carcere di Boiati…
Non è facile dire dove finisce il romanzo e dove comincia il reportage giornalistico. Un uomo è fatto della stessa sostanza di cui era fatto, agli occhi di Oriana Fallaci, Alekos Panagulis: un eroe contemporaneo, testimone delle dittature dei tempi nostri, un libero pensatore, ossessivo, sfrenato, incontenibile. Poi l’uomo, appassionato, intelligente, estremo, semplicemente l’amore della sua vita. Lei lo racconta con penna arrabbiata e dolente, pagine di accusa contro i governi, i luoghi comuni e l’ipocrisia del sistema, e pagine di sentimento, compassione, amore per questo uomo greco dalla pelle bianca ed i baffi scuri. Un amore potente, unico, nato sotto il segno della tragedia, fatto di distanze e riavvicinamenti, di impegno sociale e passione. Nel racconto dell’uomo esce anche, silenziosamente, un ritratto femminile di grande spessore. È la donna emancipata e colta che, contro ogni dettame del buon senso, rimane a fianco del suo uomo fino al momento estremo, sublimando poi nella letteratura il suo infinito dolore di donna e di pensatrice indipendente.

 

 

 

 
 
 
 
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