Un uomo al timone

Un uomo al timone
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Inghilterra, anni Settanta. Una faticosa lotta impari, terminata grazie all’intervento di Mrs Lunt, la governante, decreta la fine di un matrimonio. Lizzie, sua sorella maggiore ed il piccolo Jack assistono impotenti alla separazione, con relativa divisione dei beni, dei loro genitori. Impotenti e soprattutto increduli perché il loro papà ha preso casa, innamorato di Phil. Nonostante l’emozione del trasloco per il trasferimento definitivo in campagna, i piccoli di casa sono preoccupati per il futuro perché “Se una donna resta sola, soprattutto se è divorziata, senza un uomo al timone, tutti gli amici e i parenti e i conoscenti scappano”. Presto fanno i conti con questa triste verità: nessuno li invita alle feste, non partecipano alla sfilata del villaggio, a loro nessuno sorride per strada. Anche Mrs Lunt va via. In tutto il trambusto e la fatica dell’adattamento, la mamma inizia a scrivere una commedia, prima ancora di affacciarsi dai vicini per presentarsi. La solitudine trova sfogo nella scrittura. E compagnia nell’alcol. Il limite è oltrepassato. La giovane età non impedisce alle due ragazze di vedere con chiarezza la situazione e di pianificare un intervento risolutivo e, si spera, definitivo. Con questa speranza, partono alla ricerca del candidato ideale ad occupare il posto di ‘uomo al timone’ della loro famiglia. Per la felicità della mamma e, soprattutto, per non finire in affidamento ad un tribunale…

Con accattivante tono umoristico, Nina Stibbe (già famosa per il romanzo Love, Nina) ripesca dalla sua biografia vicende familiari (compreso il divorzio dei suoi) che raccontano di bizzarri genitori irresponsabili e figli che si dimostrano maturi anzitempo, al punto da invertire quasi i ruoli. Lizzie Vogel, la protagonista e voce narrante di Un uomo al timone, ha solo nove anni ma, insieme a sua sorella di undici, non può che prendere in mano una situazione familiare disastrosa, cercando un sostegno ad una madre eccentrica quanto bella, incapace di cucinare quanto di prendersi cura dei suoi figli, inadeguata perfino nelle relazioni. Una visione disincantata che, attraverso il linguaggio colloquiale e gli occhi innocenti di una ragazzina, rivela una pesante critica, sebbene espressa con ironia e leggerezza, ai pregiudizi di una società che impone, per essere accettati, una normalità di facciata. La brillante commedia, in stile tipicamente inglese, pubblicata nel 2014 in Inghilterra con il titolo Man at the Helm, diventata una sitcom radiofonica per la BBC sceneggiata da Nick Hornby e con protagonista l’attrice Helena Bonham-Carter, rivela un inaspettato spessore nell’affrontare il profondo bisogno di legami (“nessuno può cavarsela da solo, non se è solo sul serio” afferma la giovane protagonista) che ci accomuna tutti.



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