Un uomo sulla soglia

Un uomo sulla soglia

Nella Mercury Valley a Las Vegas due poliziotti trovano un uomo in evidente stato confusionale. Gli pongono delle domande, ma lui non sa cosa rispondere, non sa dove si trovano. Gli agenti gli controllano i documenti. L’uomo, smarrito, li lascia fare e finalmente scoprono che ha una patente dello stato di New York e che il suo nome è Samson Greene, trentasei anni, nato il 29 gennaio 1964. Ha una moglie, Anna, che viene subito contattata. Nel frattempo Samson, condotto al pronto soccorso di Las Vegas, viene visitato, e i medici scoprono che ha una rara forma di tumore benigno che non gli permette di ricordare le cose. Anna si precipita da lui, ma l’uomo non la riconosce più. Lei ci prova a lavorare sui ricordi, ma lui proprio non ci riesce. Torna a New York, ma ovviamente  non riconosce la sua casa, la sua vita. Samson è un docente alla Columbia University, è brillante, intelligente, straordinario, ma di tutto quello che era nulla sembra essere rimasto…

Nicole Krauss è la moglie del più noto collega Jonathan Safran Foer (Ogni cosa è illuminata e Molto forte incredibilmente vicino), ma lei ha in realtà all’attivo tre bestseller internazionali pluri-premiati: l’ultimo, La grande casa, è anche stato candidato al National Book Award. Possiamo dire che la sua scrittura e i suoi sfondi sono profondamente newyorchesi e appartenenti alla tradizione ebraica: Un uomo sulla soglia è stata la sua prima opera e, come accaduto nelle successive, narra del cambiamento e della perdita, del riscatto e del lutto. Le figure maschili costruite dalla Krauss scavano all’interno della memoria e molto infatti ha in comune Samson con i protagonisti de Il libro dell’amore e La grande casa, personaggi che indagano se stessi e il proprio passato, che si ricordi o meno, o che  - meglio -   si vorrebbe rimuovere, per ristabilire i confini dei propri sentimenti, della propria identità, della percezione della propria contemporaneità. Si racconta, quindi, in qualche modo la memoria del mondo occidentale e borghese. In Un uomo sulla soglia si dipana una narrazione lirica, dai connotati poetici che nella sua deriva narrativa non può non riconnettersi con le origini di compositrice di versi della Krauss. Un romanzo estremamente complesso, dai tratti psicologici, che si rivela opera di profondo ingegno umoristico e drammatico.



 

 

 

 
 
 
 

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