Un uomo temporaneo

Un uomo temporaneo

Gregorio è un uomo comune. Alla mattina si sveglia, va a fare colazione al bar del distributore, dà un’occhiata ai titoli del giornale e poi si reca al lavoro, fumandosi una sigaretta prima di entrare. Gregorio lavora per una grande azienda del Paese e, se proprio vogliamo caratterizzarlo, possiamo dire che è un grande appassionato di cucina. Tutto qui, nulla di speciale. Fino a che, in un giorno come un altro, sulla sua scrivania trova una busta, chiaramente inviatagli dalla direzione. La lettera contenuta gli comunica che è stato sospeso dal lavoro per quattro giorni. Il collega di stanza di Gregorio, tale Cristian Airoldi, è perplesso quanto il protagonista e non si capacita della cosa. Gregorio non è mai stato insolente, non ha mai creato dissidi, non ha mai fatto ritardi. Eppure la lettera gli imputa una serie di inconsistenti prove e piccolezze (un ritardo di un minuto, ad esempio) che giustificano quanto imposto. Non è solo Gregorio a venire sospeso: a dire la verità, tutto il 13° piano è in subbuglio e vi sono aggregati di dipendenti che urlano rossi in viso alla ricerca di un colpevole, tutti colpiti da pesanti provvedimenti da parte della direzione. Ma a Gregorio non piace la confusione, pertanto se ne torna a casa, legge una rivista di gastronomia e si mette a cucinare. Alla madre, stupita della sua presenza a casa, dice che in azienda è in corso una disinfestazione e che a brevissimo tornerà a lavorare...

Migliorarsi, cambiare, far emergere le proprie potenzialità, collaborare per ottenere di più. E poi ancora yoga, cucina sana e fresca, incontri di letteratura ed arte, innovazione. Simone Perotti cavalca con destrezza questi temi così di tendenza attualmente - e a volte ormai banalizzati ed abusati, a dire il vero - applicandoli però ad un contesto lavorativo (seppur talmente vago ed ampio da essere un piccolo mondo). L’autore si interroga sulla possibilità di reagire di fronte alla crisi con l’apertura di nuove e più proficue opzioni e, soprattutto, su “cosa succede dopo”, ammettendo che si riesca ad applicare tale rinnovamento. Ci sarà mai una fine alla volontà e al desiderio di perfezionamento oppure l’insoddisfazione avrà sempre la meglio? Torneremo indietro? E ancora: davvero ognuno di noi può cercare e trovare in sé la chiave per un potenziamento oppure abbiamo forzatamente bisogno di una guida, di un leader che ci prenda per mano? Anche se a volte un po’ prolisso, Perotti scrive un buon romanzo e ci regala alcune immagini davvero evocative (una su tutte, la trasformazione di Betta, con i capelli che si sciolgono e si liberano dalle forcine che “cadono come aghi di pino”). Se lavorate in mezzo a degli squali pronti ad attaccarvi, oppure siete semplicemente un numero ignorato da tutti, leggere questo romanzo vi porterà a guardarvi attorno alla ricerca di un Gregorio o a tormentarvi sul perché Gregorio non siete voi.



 

 

 
 
 
 

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