Un uso qualunque di te

Un uso qualunque di te
Viola è la madre distratta e assente di Luce, una ragazzina di diciassette anni bella e affettuosa. Carlo è il padre protettivo e impeccabile che tutte le figlie vorrebbero avere; ma anche il marito innamorato e premuroso che farebbe la felicità di ogni donna. E invece Viola non può fare a meno di ricambiare le sue attenzioni infilandosi di continuo sotto le lenzuola dell’amante di turno. Sono le due di notte e la donna si è appena assopita in un letto che non è quello di casa propria quando, a seguito di una lunga serie di squilli del telefonino, viene sorpresa dalla voce strozzata di un messaggio di Carlo con cui la prega di raggiungerlo al più presto in ospedale. Viola raccoglie i propri indumenti e dopo averli indossati frettolosamente si precipita in strada. Sale in auto e durante il tragitto tenta inutilmente di mettersi in contatto con il consorte. Non riesce a immaginate che cosa possa essergli accaduto e verso quale nosocomio debba dirigersi, ma si lascia guidare dall’istinto giungendo nel punto esatto in cui avrebbe già dovuto essere. Ad attenderla troverà Luce in come per via di un’epatite fulminante, Carlo sconvolto e profondamente adirato con lei, una verità che riemerge dal lontano passato e con cui è ormai diventato impellente fare i conti a qualunque prezzo…
Viola, la protagonista di questo secondo avvincente romanzo scritto da Sara Rattaro dopo il brillante esordio di Sulla sedia sbagliata (Morellini 2010), è titolare di una galleria d’arte che conduce in società con Angela, amica del cuore fin dai tempi delle scuole elementari. È una di quelle donne che, dietro un’apparente vita fatta di menzogne, sesso e adulteri, racchiude in sé quell’abisso profondo che talvolta si ha paura di sondare. Una specie di richiamo invincibile che si genera dentro di lei producendo una sensualità inquieta, carica di slanci incoscienti e di laceranti rimorsi: resistergli è doloroso, abbandonarglisi dilettoso. Un fluido tormentoso che le scorre dentro come una falda sotterranea, ma che alla fine è destinato a riemergere alla luce con una prorompente volontà di riscatto. Il libro, veloce e scorrevole, lo si divora in poco tempo, restando sedotti con naturalezza dall’utilizzo di una scrittura fluida ed essenziale, capace di andare al cuore della situazione senza indugiare in vacui commerci con l’oscurità. Una mescolanza armonica di agile e coinvolgente creatività, che rinnova nel lettore l’esperienza arcaica di ascoltare un racconto, di entrare in sintonia con i personaggi, provandone le stesse emozioni, lo stesso dolore, la stessa disperazione.  

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