Una casa alla fine del mondo

Una casa alla fine del mondo
Siamo a Cleveland, in Ohio, sul finire degli anni Sessanta. Jonathan e Bobby hanno cinque anni e non si conoscono ancora. Vivono una vita simile a quella che abbiamo visto in tanti telefilm: genitori pazienti e amorevoli, quartieri tranquilli con case colorate e giardini lindi, grosse decapottabili e le radio che “tutto il giorno cantavano a squarciagola storie d’amore”. In realtà, sotto la patina rassicurante e borghese della provincia americana c’è ben altro. Bobby a nove anni, per esempio, comincia a farsi di acido instradato dal fratello sedicenne Carlton, che lo stordisce di chiacchiere, di rock e di droga passeggiando fra le tombe del cimitero dietro casa. Jonathan, invece, non capisce perché suo padre è così imbarazzato nel vederlo giocare con le bambole, e di nascosto ruba i trucchi di sua madre, si traveste e imita le vicine di casa. Intanto la vita e i suoi drammi irrompono nell’esistenza dei due ragazzi. Durante una festa Carlton muore a seguito di un assurdo incidente, lasciando Bobby e i suoi genitori storditi dal dolore. Nella famiglia di Jonathan le cose non vanno meglio. La madre perde durante il parto la bambina che aspettava e, da quel momento, il matrimonio dei suoi genitori si incrina. Quando si incontreranno per la prima volta alla mensa della scuola superiore, Jonathan, ragazzino ancora timido e un po’ infantile, rimarrà affascinato dall’aria da duro e da ribelle di Bobby. Ben presto i due diverranno amici inseparabili e anche qualcosa di più. Nonostante le apparenze, Bobby è però un ragazzo tenero e bisognoso d’affetto così, quando qualche anno più tardi anche i suoi genitori moriranno e lui si ritroverà solo, la madre di Jonathan gli propone di andare a vivere con loro. Alla fine del college Jonathan si trasferisce a studiare a New York, mentre Bobby rimane a Cleveland, dove trova lavoro come pasticcere. I due ragazzi si ritroveranno solo anni più tardi, quando Bobby decide di andare da Jonathan a New York, lì conoscerà Clare la coinquilina e migliore amica di Jonathan. Da questo punto in poi tutte le coordinate sentimentali e tutti i teoremi affettivi salteranno. Bobby si innamora di Clare e Jonathan sente riaccendersi l’amore mai sopito per Bobby…
Coinvolgente e toccante romanzo d’esordio di Michael Cunningham, uno dei più importanti e rappresentativi autori americani che, nel frattempo, ci ha regalato tanti altri libri, fra cui Le ore, grazie al quale si è aggiudicato il premio Pulitzer. In Una casa alla fine del mondo sono già presenti molti dei temi cari all’autore: la ricerca dell’amore al di là delle consuetudini sociali, la possibilità di costruirsi un equilibrio affettivo nonostante le convenzioni. Bobby, Clare e Jonathan costituiranno nel tempo un vero e proprio nucleo familiare, seppure con conseguenze nuove e tutte da sperimentare rispetto alle famiglie tradizionali. La bellezza del romanzo sta proprio nell’indagare questi inaspettati risvolti, a cui fa da sfondo un’America vera e perfettamente tratteggiata, mai banale. La vita di questi tre personaggi ci porta a immaginare possibili e nuove dinamiche familiari, che la letteratura anticipa e rende reali molto più di quanto facciano parlamenti e legislatori, soprattutto nel nostro paese.

 

 

 

 
 
 
 
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