Una comunità perduta

Una comunità perduta
Molto tempo fa le Cleft abitavano in caverne sul mare. Era una popolazione di sole femmine, nascevano solo bambine, venivano al mondo spontaneamente. Erano fecondate dalla Luna? Dal grande pesce? Su questo non era stata mai fatta luce, l'unica cosa che le Cleft si tramandavano erano i fatti. Non si facevano domande, vivevano e basta. Passavano la loro giornata a oziare sugli scogli oppure in acqua, senza ombra di dubbio era il loro elemento, sulla terra erano goffe, si muovevano male e con fatica. Tutto si ripeteva giorno dopo giorno nello stesso modo, senza che venissero turbate da niente, ma ad un certo punto nacque il primo Monster, ossia un bambino maschio, e loro non sapevano proprio che farsene, quindi lo lasciarono alle aquile. Dal quel momento le aquile si occuparono di tutti i Monster/Squirts che nascevano dalle Cleft, li ghermivano e li portavano con loro oltre la Montagna delle Aquile. Cosa accadeva ai Monsters una volta presi dalle aquile, bè, questa è una domanda e le Cleft non erano abituate a porsi dei quesiti...
Cleft e Squirts: talmente lontani da noi da non averne alcuna memoria scritta, ma così assolutamente uguali a noi nelle dinamiche relazionali di gruppo e di genere. Doris Lessing ci dice che non molto è cambiato tra uomo e donna, ci racconta come sono nate le prime emozioni, da quando gli esseri umani hanno iniziato a provare sentimenti, di come ad un certo punto sia nata l'esigenza di partire alla scoperta di altre terre, del cambiamento e della resistenza ad esso, dei limiti propri e altrui. La Lessing decide di affidare il racconto della storia dell'umanità, che inizia al femminile, a un senatore dell'antica Roma: perché lo fa? Forse per dar equilibrio a una storia che all'inizio era di sole donne, forse per dare voce agli Squirts che non avevano molta dimestichezza con l'uso delle parole. Qualunque sia la motivazione di questa scelta, il romanzo ne esce arricchito. In una sorta di prefazione l'autrice ci spiega brevemente di come sia arrivata a scrivere questo libro e pone una domanda sugli uomini: che siano un esperimento della Natura? Il libro può essere sintetizzato da una citazione di Robert Graves: "L'uomo agisce, la donna è". Una comunità perduta, a differenza di quanto possa sembrare e si possa pensare, è un romanzo corale, fatto a più voci, è un continuo scambio, alcune volte il suono risulta stridente a causa di una mancanza di ascolto, di attenzione al dire dell'altro. Poi interviene un qualcosa di inaspettato, di incontrollabile, che scombina tutto: e allora ci si mette di nuovo in ascolto. Ma di chi?

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