Una crepa nel muro

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Berlino, 1961. Nella capitale tedesca c’è un’atmosfera grigia, l’aria è pesante, tutto pare quasi sospeso. Il muro, simbolo della divisione assoluta tra Est e Ovest d’Europa - divisione spaziale, emozionale e ideologica - è in fase di realizzazione. Una realizzazione che volutamente non fa alcun rumore, segreta e silente; è nel buio della notte che si organizza lo smembramento del mondo in due blocchi distinti, attorno a questa missione si affollano uomini delle alte sfere politiche tedesche. E mentre la pianificazione avanza, mattone dopo mattone, metro dopo metro, un alto funzionario della Stasi, i servizi segreti tedeschi che si occupano della sicurezza del Paese, è a lavoro per impedire la fuga di un uomo misterioso da Berlino Est verso la parte Ovest. In Italia, oltre cinquant’anni dopo la costruzione del muro, un tedesco, un uomo di cui si sa molto poco, viene ucciso a sangue freddo a colpi di pistola. Di chi si tratta? Perché è stato ammazzato tanto brutalmente? E quali legami ha con gli eventi accaduti in Germania negli anni Sessanta?

Una crepa nel muro è un bel romanzo. Vanta una trama per niente scontata, un intreccio temporale e narrativo incalzante e ben pensato. Uscito per la fiorentina goWare, una giovanissima casa specializzata in editoria digitale, è il terzo libro del giornalista Paolo Moretti, classe 1971, che si è occupato anche di cronaca nera e inchieste giudiziarie sulla mafia padana. L’indubbio punto di forza de Una crepa nel muro è la costruzione della trama in sé. Leggendo il romanzo facciamo salti temporali arditissimi, che arricchiscono la storia, la impreziosiscono, e che ricollegano sequenze distanti tra loro oltre mezzo secolo. Si tratta di accadimenti che in apparenza non hanno niente in comune, ma che, con lo sviluppo della trama, si dimostrano legati a doppia mandata, in un modo credibile e assolutamente ben congegnato. Lo sfondo storico, la costruzione del tristemente celebre muro di Berlino, il coinvolgimento della Stasi, lo spettro del Secondo Conflitto Mondiale, sono ulteriori dettagli che conferiscono al romanzo una cornice estremamente godibile che calamita il lettore. Insomma, Una crepa nel muro è un ottimo romanzo d’intrattenimento. È forse lo stile il suo unico punto incerto. Uno stile che a tratti scorre senza intoppi e a tratti pare si incagli per divenire limaccioso, un uso della parola che sembra dilettantesco, come se l’autore non avesse ancora trovato la propria stabilità narrativa. Quel che è certo è che Paolo Moretti è un (semi)esordiente assai promettente, e che il suo libro merita una lettura attenta.



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