Una donna

Una donna
Una donna libera e forte fin da bambina. Una bambina che ama incondizionatamente il padre, nel quale si concentra l’idea di autorità e di conoscenza. Al contrario, una madre colma di dolcezza quanto di debolezza. Una bambina con la brama di sapere. Un giorno il cambiamento: tutta la famiglia si trasferisce al sud. Dalla nebbia al sole. Dalla pace alla solitudine. E poi la cruda ed inaspettata realtà: tutto quello che appariva magnifico, diventa bugia. Il padre ha una famiglia parallela e la mamma sembra assopirsi in un sonno profondo dell’anima. La bambina, ormai donna, per delusione o per ripicca, passa dalle braccia del padre a quelle di un altro uomo. L’uomo che l’ha violata diventa suo marito. Sono lontani i pensieri di fanciulla ora che è una donna sposata e che le giornate si susseguono senza piacere, senza gioia, senza amore…
Dalle prime parole fino all’ultima pagina (il finale sorprende e lascia un retrogusto malinconico), si racconta la maturazione verso la piena consapevolezza di sé: dalla “sottomissione non soltanto alla miseria ma all’egoismo dell’uomo” all’indipendenza, soprattutto morale; la creazione dell’identità di una donna che attraverso la sua vita approda al bisogno di scrivere per liberarsi, all’urgenza di raccontare al mondo un'altra prospettiva. Fa da scenario al racconto una società bigotta e tradizionalista, nella quale si consumano tragedie quotidiane alle spalle delle donne, inconsapevoli oggetti di rappresaglia maschile. Queste pagine, liriche e pregnanti, realiste e coinvolgenti, descrivono con forte senso critico un viaggio nell’amore (quello negato e quello fatto di passione), unico accesso alla pienezza della vita, porta verso la libertà e la felicità. Un amore che è prima e sopra tutto rispetto per se stessi. Per se stesse. Perché in questo romanzo si parla di donne, di tutte le donne. Semplicemente.

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