Una giornata in giallo

Una giornata in giallo

Un Montalbano relativamente giovane, che ha appena comprato casa e vive un po’ “baraccato” perché la lira non abbonda nelle tasche di un commissario, un caso vero e proprio da risolvere non ce l’ha, ma si trova alle prese con un commerciante che gli si rivolge perché teme ritorsioni dalla mafia a cui non ha pagato il pizzo, sostenendo che siccome non lo ha fatto per pagare lo Stato (in forma di tasse), è compito dello Stato proteggerlo… Suleima, storica fidanzata di Lamanna, ormai fa l’architetto a Milano, ma ha progettato un fine settimana a Gibellina, nella valle del Belìce (perché fino a quando i giornalisti parlando del terremoto non hanno spostato l’accento, si chiamava così), dove il giornalista scrittore è stato invitato a moderare la presentazione di un libro fotografico. Piccionello naturalmente ha dei parenti anche da quelle parti e si aggrega alla compagnia, anche perché la Mazda su cui si muovono l’ha fornita una sua cugina. Durante la cena offerta dalla Fondazione, si scopre che Lamanna non ha mai visitato il Museo delle Trame Mediterranee e nel porre rimedio a questa lacuna si scopre anche che dal Museo è scomparso un prezioso arazzo del Boetti (che era al suo posto solo poche ore prima)…

Probabilmente Sellerio ha pensato al detto “Quel che non succede in cent’anni può accadere in un giorno” per scegliere il tema dell’ormai consueta antologia annuale, così autori dal successo ampiamente consolidato e autori relativamente meno noti o con personaggi nuovi o non ancora entrati nel cuore di tutti, hanno dato vita a questa giornata “in giallo”. Ventiquattro ore in cui i protagonisti risolvono casi che all’inizio non sembravano nemmeno tali, rievocano giornate particolari in cui nel volgere di poche ore hanno fatto o subito qualcosa di eclatante che difficilmente scorderanno; ventiquattro ore che ricostruiscono fatti di cronaca più o meno veri verosimili. Buffo come almeno quattro dei racconti siano ambientati nel passato, che poi parlare degli ultimi anni del secolo scorso come del passato a me fa anche ridere. È però una variazione carina trovare un Montalbano già fidanzato ma ancora pieno di entusiasmo, che vuole fare un brindisi sia pure a distanza con Livia, o un La Marca completamente avulso dal suo ambiente alle prese con qualcosa di assolutamente imprevisto e per lui anche abbastanza scioccante e un Consonni alle prese con Cipolla (il nipotino), a cui cambia i pannolini. Un nuovo arrivo, in realtà alla seconda apparizione, non in Sellerio ma nelle antologie, è la scrittrice di noir Dominique Manotti, certamente la più lontana dal mood ironico che caratterizza quasi tutti gli autori. Una raccolta un pochino diversa dal solito, ma che non delude.



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