Una mente pericolosa

Una mente pericolosa
Montreal. Un poliziotto scende dalla sua auto di servizio, sfodera la pistola, mira e fa fuoco. Una strage; undici bambini che si preparavano ad andare in gita rimangono a terra senza vita. Qualche ora più tardi viene ricoverato nell’ospedale psichiatrico Sainte-Croix Thomas Roy, uno scrittore di romanzi horror famoso in tutto il mondo. Roy è in stato catatonico, non dice una parola e, soprattutto, ha tentato il suicidio cercando di gettarsi dalla finestra dopo essersi tranciato le dieci dita della mano con una taglierina da tavolo. La polizia trova a casa dello scrittore un quaderno in cui sono raccolti alcuni articoli di giornale che descrivono i crimini più sanguinosi ed efferati che sono avvenuti nella città canadese negli ultimi vent’anni. Inoltre il computer dello scrittore è acceso ed è fermo alla pagina settantatre di un nuovo romanzo, che narra le vicende di un poliziotto che impazzisce e compie una strage di alunni. Ad occuparsi di Roy è lo psichiatra Paul Lacasse, che vive una sorta di crisi esistenziale e soprattutto non crede più nel lavoro che fa. Lo aiuta la dottoressa Jeanne Marcoux, una giovane psichiatra incinta. I due scavano nel passato dello scrittore anche grazie all’aiuto di Claude Monette, un giornalista invadente che sta scrivendo un libro su Roy. Con le loro indagini, i tre scoprono qualcosa di veramente inquietante…
Quando si ha tra le mani un romanzo del genere ci si chiede se a scriverlo sia stata un’entità diabolica che abbia lo scopo di diffondere il Male sulla terra. Invece no. L’autore di Una mente pericolosa è Patrick Senécal, scrittore nato nel 1967 nelle fredde lande del Québec, che già a soli dieci anni scrisse il suo primo racconto. Questo thriller psicologico si nutre di Male. Racconta il Male. Lo declina nelle forme ancestrali che già da piccoli ci costringevano ad avere paura del buio. La narrazione viene condotta totalmente in prima persona, dal punto di vista dello psichiatra Paul Lacasse, e questo ci permette di avere un totale controllo della sua sfera psicologica ed emozionale, ma allo stesso tempo ci dà una visione relativa dei fatti che snodano la vicenda. Il lettore è chiamato, capitolo dopo capitolo, ad immergersi lentamente nella trama, in un ritmo decisamente ascensionale, per quel che riguarda la visione dei fatti; discensionale per quel che riguarda le emozioni, perché più si va avanti nella lettura, più si ha la sensazione di essere trascinati in un luogo fatto di sangue e terrore. Un luogo chiamato Inferno.

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