Una perfetta coppia di stronzi

Una perfetta coppia di stronzi
La base per un rapporto felice e duraturo? Essere un po' stronzi: perché l'amore è una battaglia e definire i propri spazi aiuta a sopportare una lunga convivenza a due senza esplodere e fare i bagagli per le isole Fiji. Parte da questo credo il libro dello psicologo Danny Samuelson: una sorta di guida fai-da-te al matrimonio che possa durare nel tempo. Perché non si parla più di amore, di occhi a cuoricino e tramonti al chiaro di luna: qui si affrontano – molto pragmaticamente – i problemi che si trovano ad affrontare due persone quando condividono la casa, il letto e ahimè, il bagno, la stanza dove il rapporto rischia subito di naufragare, di fronte alla scoperta che la vostra anima gemella ostenta orrendi problemi di sudorazione ai piedi o un'inspiegabile avversione al deodorante. Il primo passo è smitizzare l'amato, farlo scendere dal piedistallo dove l'avevamo collocato nella prima fase dell'innamoramento e farlo tornare sulla terra, dove le donne “hanno sempre bisogno di lamentarsi di qualcosa” e marcano lo spazio comune con vestiti, scarpe e necessaire per il trucco. Ma ce n'è anche per gli uomini: bambini mai cresciuti in preda ai loro hobby, esseri maleodoranti che se potessero riscoprirebbero l'età (igienica) delle caverne. Una volta scoperto a che essere imperfetto e orribile vi siete legati, il passo successivo è farsi trovare pronti alla guerriglia psicologica che ogni relazione innesca: quella per la supremazia nelle decisioni. Per questo, non bisogna perdere terreno: lei sceglie il luogo della vacanza? Tu ci vai, ma ti fai venire una bell'attacco di diarrea del viaggiatore che vi costringe in albergo tutto il tempo. Lui occupa il divano per intere serate, davanti alle partite? Tu ti addormenti in diagonale nel letto, russando, scalciando e arrecando il massimo disturbo possibile. Così sarete due bisbetici felici, uniti per l'eternità da un legame inossidabile di devozione per il vostro aguzzino e di rispetto per il nemico…
La teoria di Samuelson dà vita a uno spassoso libricino, nel quale in molti riconosceranno il lato più turpe della propria vita di coppia, da leggere però come un divertissement. La premessa è sacrosanta: ritagliarsi i propri spazi, non annullarsi per l'altro e dar sfogo alle proprie esigenze è un atteggiamento che può solo cementare la coppia. Il resto va preso con ironia, ché se tutti gli uomini fossero grizzly e tutte le donne arpie sarebbe meglio per la razza umana estinguersi, piuttosto che cadere nel pozzo senza fondo dei cliché. Senza dimenticare che l'autore stesso confessa di essersi basato sui racconti dei suoi pazienti: ergo, i rapporti disfunzionali che funzionano possono fare la felicità di qualcuno ma non possono essere eletti a paradigma universale. Qualcun altro potrebbe semplicemente desiderare qualcosa di più rilassante che non una continua battaglia fisica ed emotiva. Altrimenti, tanto vale vivere soli e contenti.

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