Una questione privata

Alla fine del secondo conflitto mondiale, mentre la Resistenza compie l’ultimo sforzo per mettere in salvo ciò che rimane di un’Italia martoriata, Milton, un ventenne partigiano, vive la sua personalissima guerra. Spinto da un desiderio irrefrenabile - nel bel mezzo dei combattimenti - torna nel luogo che ha visto nascere la sua passione per Fulvia, una bella ragazza torinese che aveva trovato rifugio in una villa ad Alba, per riassaporare il ricordo del tempo passato. E sarà proprio la guardiana di questa villa a rivelare a Milton quello che lui mai avrebbe immaginato: Fulvia ai tempi aveva una relazione con Giorgio Clerici, amico d’infanzia di Milton, dotato di bellezza, fascino e di ottima famiglia. Milton non vuole credere alle parole della vecchia e desidera sapere, con chiarezza, che tipo di legame aveva unito e forse univa ancora la donna da lui amata ed il suo migliore amico, per cui si lancia alla ricerca di Giorgio, che però viene catturato dalle milizie fasciste…

Milton è un partigiano, però non è questa la prima cosa che veniamo a sapere di lui. La prima informazione che  ci viene fornita è che Milton ama Fulvia. La ama disperatamente, ciecamente, nella maniera assoluta della giovinezza. Ma Fulvia non ama Milton, bensì Giorgio, suo amico anch’egli partigiano. E così, Milton parte alla ricerca di Giorgio, per ritrovare Fulvia e comprenderne il rifiuto. Eppure, cercando Giorgio, Milton cerca un partigiano, da partigiano. La natura che incombe, maligna e pericolosa, è lo sfondo perfetto di un tentativo personale di comprensione che tocca, giocoforza, anche i compagni nell’avventura politica. Pioggia, burroni, freddo, fame, paura, delazione sono elementi che concorrono a fare del romanzo uno scritto non solo d’amore e, certamente, non meramente politico. La continua ed estenuante ricerca di Milton riguarda il passato con la memoria di ciò che è stato e che avrebbe potuto essere, come tentativo di rinvenimento di una ragione, di un momento di definitivo e inequivocabile riconoscimento dell’amore tra Giorgio e Fulvia. Ma riguarda anche il futuro nella continua ed incessante speranza che, una volta trovato l’amico, tutto si risolva in un chiarimento pacificatore senza nessun riferimento al presunto tradimento. Nel mezzo, le lotte partigiane; i vincitori ed i vinti, pur solo per qualche ora; le alleanze e le inimicizie; le bandiere. E chi, dall’una e dall’altra parte, soccombe senza avere colpa e senza averne il desiderio. Milton insegue la sua ossessione percorrendo un Paese lacerato e sconvolto, in guerra ed insanguinato. E, di quello stesso sangue, alimenta il suo personale demone, versandone senza alcun rammarico, consapevolmente e non. L’incessante pensiero di dove sia Giorgio, per sapere e comprendere in maniera definitiva, è anche il desiderio di comprendere se sia ancora auspicabile vivere o morire. Vivere e continuare a combattere, sicuri dell’amore e dell’amicizia; morire e deporre le armi, alla luce del tradimento sia dell’uno che dell’altra. Fenoglio fotografa tutto questo in un romanzo che prima ancora che partigiano o d’amore, è sicuramente un racconto di vita. Un racconto che non incidentalmente tocca tutti gli aspetti dell’esistenza umana : amore, amicizia, tradimento, ideali, convinzioni politiche, forza di volontà. La lotta partigiana vista come lotta di uomini e tra uomini, con le loro debolezze, le loro convinzioni, le loro manie. Il più debole che soccombe di fronte al più forte, al di fuori di schemi e luoghi comuni, senza prese di posizione e cercando di comprendere le ragioni degli uni e degli altri. Uomini che combattono, ma che soprattutto sono esseri umani che si comportano come tali, provando sentimenti e facendosi sopraffare dalle emozioni, qualunque sia la divisa che indossano. Milton cerca Giorgio per ritrovare Fulvia, ma soprattutto per ritrovare se stesso.



 

 

 

 
 
 
 

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