Una tomba fredda ghiacciata

Una tomba fredda ghiacciata
Doraville, North Carolina. Negli ultimi cinque anni sei ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni, apparentemente senza nulla in comune, sono scomparsi senza lasciare traccia. La polizia locale è riuscita a liquidare la faccenda  spiegandola con presunte fughe di adolescenti in cerca di libertà e avventure che la piccola cittadina non poteva offrire. Ma nessuno ci ha mai creduto davvero, e la nonna di Jeff McGraw, l’ultimo ragazzo scomparso ormai da tre mesi, ha promosso una raccolta di fondi tra i parenti degli scomparsi ed altri volontari, decisa a tentare l’ultima carta, ai limiti del sensato: contattare Harper Connelly, la ragazza che dopo essere stata colpita da un fulmine è capace di “sentire” i morti , localizzarli e “vedere” gli ultimi istanti della loro vita. Accompagnata dal nuovo sceriffo, incerto tra lo scetticismo e la voglia di risolvere ad ogni costo questa delicata faccenda, Harper e il suo fratellastro Tolliver, manager, amico, quasi parente (e forse tanto, tanto di più) perlustrano i terreni ghiacciati nei dintorni di Doraville, fino a fare una scoperta raccapricciante. I cadaveri dei ragazzi sono sepolti in un fondo abbandonato, nei pressi di una baracca fatiscente, ma gli istanti che hanno preceduto la loro morte sono stati terribili. Uno scenario di crudeli torture e violenze sessuali colpisce Harper che, mai come questa volta, vorrebbe andare via e lasciarsi l’orrore alle spalle. Come sempre la polizia non è d’accordo perché, benché non completamente persuasa, ha bisogno del suo aiuto nelle indagini; ma stavolta c’è qualcosa di più. Tante diverse circostanze trattengono Harper a Doraville, come se quei ragazzi la chiamassero e pretendessero il suo aiuto per ottenere giustizia. Così le cose si complicano. I tratti dei sospetti, tutta gente conosciuta da una vita in città, si confondono, la tempesta di ghiaccio incombe, come se la natura volesse sottolineare con la sua violenza la crudeltà spietata  di cui l’uomo è capace, e l’assassino, temendo di essere scoperto, abbandona la prudenza per cercare di metter a tacere chiunque possa ostacolarlo e portare alla luce segreti e misteri indicibili sepolti sotto il ghiaccio. Compresa Harper… Livello decisamente più alto in questo terzo romanzo della Harris dedicato alla sua nuova eroina dal dono speciale, trasformato in strumento di ricercato ed inquietante lavoro. La narrazione è più raffinata, più cupa e ricca di tensione, la trama più articolata, consistente e strutturata. Migliora di romanzo in romanzo la caratterizzazione dei personaggi, sia dei protagonisti Harper e Tolliver sia di personaggi secondari già apparsi nelle storie precedenti come gli strambi e simpatici sensitivi Xylda e suo nipote Manfred. Si approfondiscono anche le vicende relative alla scomparsa di Cameron, la sorella di Harper, rapita e mai ritrovata, una specie di fil rouge che accompagna tutta la serie e tormenta la ragazza e che, forse, nel prossimo e ultimo volume troveranno una conclusione. In questo terzo capitolo si assiste anche ad una decisa svolta nel rapporto anomalo che unisce Harper e Tolliver, i cui genitori si sono sposati dopo precedenti divorzi e che quindi non hanno alcun legame di sangue. Chissà se i due ragazzi saranno pronti ad affrontare insieme la consapevolezza del sentimento che li lega senza averne più paura. Anche il linguaggio si fa più schietto ed esplicito, risultando abbastanza sorprendente in alcune scene di sesso e nel racconto delle violenze subite dalle vittime. Ma in nessun luogo la cosa infastidisce o appare insensata, connotando piuttosto una maturazione della narrazione, oltre che dal punto di vista strutturale, anche linguistico. Insomma Harper Connelly cresce e, ne siamo certi, seguirà presto le orme della sua “ sorellina” Sookie Stackhouse, in tv e nei cuori dei fan di Charlaine Harris.

 

 

 

 
 
 
 
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