Una visita a Don Otavio

Una visita a Don Otavio
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Anni Cinquanta. Grand Central Station, New York. S. e la sua compagna di viaggio E. sono in partenza per il Messico. Dopo qualche anno trascorso nella Grande Mela, S. ne ha piene le tasche e sente il bisogno di cambiare aria. Vuole parlare una lingua diversa, vuole mangiare nuove pietanze. Ha un disperato bisogno di (ri)mettersi in viaggio. E la scelta della meta cade –inaspettatamente anche per lei – sul Messico, posto con tanto passato e poco presente. Canada, Argentina, Brasile, Guatemala, San Salvador e Honduras vengono scartati uno dopo l’altro come carte da gioco. La scelta finale sembra cadere sul Perù, ma all’ultimo momento dal cappello sbuca fuori quasi per caso il Messico. Tutto viene deciso in una manciata di giorni, giusto il tempo di procurarsi qualche libro – tra cui la famigerata e utilissima Terry’s Guide to Mexico, nonché una grammatica spagnola – , raccogliere armi e bagagli e comprare un biglietto ferroviario. E ora S. e la sua amica E. si godono quel po’ di tempo che le separa dalla partenza del treno nel gelido bar della stazione, ad aspettare gente che le viene a salutare e che offre loro da bere. Tra non molto prenderanno posto in carrozza – sono riuscite ad ottenere uno scompartimento solo per loro, che fortuna! – e poi, dopo un viaggio di quattro giorni, durante il quale consumeranno le provviste che S. ha provveduto a stipare in un cesto e in una scatola di cartone, arriveranno finalmente a Città del Messico. E il viaggio – quello vero, quello autentico – potrà finalmente iniziare…

In fatto di viaggi, Sybille Bedford ne sa qualcosa. Nata in Germania nel 1911 e morta in Inghilterra alla veneranda età di 94 anni, la Bedford ha trascorso la sua vita viaggiando, scrivendo e bevendo buon vino. In seguito a un lungo e intenso viaggio in Messico, la Bedford diede alle stampe il suo reportage, con il titolo The sudden view: a Mexican journey, nel 1953. Qualche anno più tardi – era il 1960 – il libro uscì di nuovo. Questa volta il titolo era cambiato: Una visita a Don Otavio. A traveller’s tale from Mexico. Adelphi ha pubblicato nel 2017 la versione digitale dell’opera. Il reportage contiene una gustosa introduzione di Bruce Chatwin, che si rifiuta categoricamente di classificare il volume come “libro di viaggio”. Piuttosto, dice Chatwin, il manoscritto della Bedford è un romanzo autobiografico, nuovo e fresco. E in effetti, fin dalle prime battute si ha proprio l’impressione di essere catapultati all’interno di un’avventura grandiosa e imprevedibile insieme alla Bedford e alla sua amica E. Geografia, storia e cultura si intrecciano in paragrafi brevi e leggeri, ma ottimamente costruiti: non stancano, non pontificano, non analizzano. Semplicemente raccontano, con sguardo disincantato, curioso e aperto, tutto quello che la Bedford ha assimilato nel corso della sua personalissima visita a don Otavio.



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