Una vita meno ordinaria

Una vita meno ordinaria
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In un’India solcata dalla povertà, in un paese dove la maggior parte delle persone vivono in condizioni disumane, si svolge una storia di ordinaria miseria tramutata in un sogno. Baby è una bambina cresciuta in una famiglia numerosa, nella quale si fa fatica persino a mangiare una volta al giorno. Suo padre è un uomo dispotico, distante, incapace di dimostrare affetto, che torna sempre più di rado dal lavoro; sua madre una donna che vorrebbe lasciarsi il passato alle spalle e che combatte per i suoi figli e per se stessa. Un giorno decide di andarsene con il figlio più piccolo, abbandonando suo marito e gli altri figli. Si apre un periodo di abbandono, e i bambini sono costretti a crescere in fretta e a diventare forti. Baby a dodici anni viene data in sposa ad un uomo, il primo che l’ha chiesta in moglie: suo padre pensa così di assicurarle una vita, di darle un futuro e per non doversi più occupare di lei. Ma per la sposa bambina i guai sono appena iniziati e da una vita di stenti passa a giornate cariche di soprusi e violenze immotivate. Resta subito incinta e sarà costretta ad affrontare anche questo importante passo troppo presto, impreparata, sola. Ma la vita chiama la vita, e il bambino è per Baby motivo di crescita, di lotta per cambiare la propria posizione, per vivere più dignitosamente e non dover dipendere interamente da un uomo che non la ama e nemmeno la rispetta. Si cercherà un lavoro, ma la sua ricerca di indipendenza le costerà cara. L’arrivo di un altro figlio, il desiderio di vivere meglio, di avere degli amici, di dedicare tempo alla preghiera continuano a rimanere motivi di scontro e nemmeno quando inizierà a lavorare come domestica in alcune famiglie del suo paese dando ai bambini la possibilità di studiare le cose miglioreranno. Una terza gravidanza, una bambina, le cose che non migliorano, la violenza che si perpetua convinceranno Baby a compiere il passo che cambierà il suo futuro per sempre. Decide infatti di andare a Delhi, lasciare il marito e provvedere interamente ai suoi figli e sé. La sfida è grande, ma il destino le verrà incontro...
Questa storia autobiografica è stata definita dal New York Times "la versione indiana de Le ceneri di Angela di Frank McCourt", probabilmente per l’intensità degli eventi e la medesima atmosfera di sofferenza mista a speranza e voglia di cambiare. Indubbiamente ci troviamo di fronte ad un libro che a ragione è diventato un bestseller in India, un libro scritto con una semplicità disarmante, in uno stile che proprio nel suo essere scarno contiene l’essenziale. Baby non poteva lontanamente immaginare che affidare la propria storia a delle pagine scritte l’avrebbe portata a cambiare radicalmente la sua esistenza e trasformare un’infanzia di atrocità in una storia che è diventata in India ma non solo (visto che il libro è già stato tradotto in sette lingue) sinonimo di coraggio, speranza e riscatto.

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